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	<title>sicilia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/sicilia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "sicilia"</description>
	<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 20:51:15 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Sicilia: dell' assenza di un giudice a Berlino, ovvero di elezioni mafia e legalità]]></title>
<link>http://diarioelettorale.wordpress.com/?p=479</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 20:26:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>diarioelettorale</dc:creator>
<guid>http://diarioelettorale.lt.wordpress.com/2008/10/10/sicilia-dell-assenza-di-un-giudice-a-berlino-ovvero-di-elezioni-mafia-e-legalita/</guid>
<description><![CDATA[Prima notizia.
Non è stato accolto il ricorso della Sinistra Arcobaleno sulla validità delle elezi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Prima notizia.</p>
<p><strong>Non è stato accolto il ricorso della Sinistra Arcobaleno</strong> sulla validità delle elezioni regionali 2008 <strong>per "vizi di forma"</strong> dal Tribunale Amministrativo Regionale.</p>
<p>Motivazione deboluccia, ma si sa <strong>anche i magistrati del TAR sono uomini</strong> e nella prospettiva più che concreta di provocare con la loro decisione conseguente all'accoglimento del ricorso, un terremoto politico per via giudiziaria, <strong>meglio rinviare il tutto ed allungare I tempi della decisione</strong>, che si sa il tempo porta consiglio.  </p>
<p><strong>Il ricorso mirava da un lato ad invalidare le intere elezioni regionali, dall'altro all'esclusione delle liste Pdl e Lombardo Presidente in Provincia di Trapani.</strong></p>
<p>In questo secondo caso si sarebbe avuto un terremoto politico di non poco conto e <strong>ben 5 parlamentari della sinistra sarebbero potuti entrare all'Ars, al posto di altrettanti parlamentari del centrodestra</strong>.</p>
<p>Così non è stato: il ricorso non è stato accolto, e pertanto i ricorrenti aspettano le motivazioni per vedere di ricorrere ulteriormente al secondo grado di giustizia amministrativa davanti al CGA.</p>
<p>Ma <strong>su cosa si basava il ricorso ?</strong></p>
<p>Su una serie di irregolarità amministrative e legali che ssarebbero statte commesse per presentare le liste.</p>
<p><strong>La legge prevede che devono essere raccolte delle firme in modalità ben precise, su una lista di candidati che deve rimanere quella ... e invece come fu e come non fu la lista del Pdl e quella del Presidente Lombardo all’ultimo momento in Provincia di Trapani furono stravolte per i dispetti reciproci e le “imboscate” tra il senatore D’Alì e l'onorevole Adamo. Le liste furono stravolte la mattina stessa della presentazione e l'ex ministro Enza Bono Parrino candidata nella lista PDL, all’ultimo momento fu inserita nella lista del Presidente.</strong></p>
<p>Escludendo anche soltanto la lista del Pdl in provincia di Trapani, la Sinistra Arcobaleno sarebbe oltre il 5%, e porterebbe alla Regione 5 deputati di sinistra, tra cui Rita Borsellino.</p>
<p>Seconda notizia.</p>
<p><strong>Gaspare Corso, 43 anni, Silvana Lo Franco, 32 anni, Vito Potenzano, 58 anni e Francesco Paolo Teresi, 58 anni, sono stati arrestati dalla polizia con l'accusa di brogli elettorali</strong>, commessi in occasione delle scorse elezioni amministrative palermitane del maggio 2007.</p>
<p><strong>Corso era candidato (non eletto)</strong> al Consiglio comunale con la lista di centrodestra "Azzurri per Palermo".</p>
<p>Nel marzo scorso, vennero fermati due presidenti di seggi elettorali, sempre per le stesse amministrative. I due presidente sarebbero stati responsabili della falsificazione di schede a favore degli arrestati di oggi.</p>
<p>L'indagine della polizia era partita il 14 maggio 2007, in seguito ad alcuni episodi registrati in due sezioni elettorali. Nelle sezioni 19 e 460 erano state falsificate 450 schede, con contraffazione della parte relativa al voto di preferenza.</p>
<p>Terza notizia.</p>
<p>Nel corso dell'udienza del <strong>processo 'Mafia e Appalti 2'</strong>, in corso di svolgimento a Trapani in questi giorni e che vede tra gli imputati il presunto capomafia di Trapani, Francesco Pace e l'ex assessore regionale al Territorio, Bartolo Pellegrino, fondatore del movimento Nuova Sicilia, è emerso che il deputato regionale siciliano del Mpa, <strong>Paolo Ruggirello, nel 2001, quand'era candidato al consiglio comunale di Erice con Nuova Sicilia, fu sostenuto dalla mafia, che alle stesse elezioni sostenne anche la candidata dello stesso partito al consiglio comunale di Trapani, Francesca Simonte, cognata di Filippo Coppola "u prufissuri", ritenuto dagli inquirenti personaggio di spicco della mafia di Paceco.</strong></p>
<p>A rivelare lo scenario è stato il sostituto commissario della questura di Trapani, Leonardo De Martino, teste dell'accusa.</p>
<p><strong>Nessuno dei due candidati, tuttavia, fu eletto.</strong></p>
<p>Il teste ha poi riferito che alle regionali del 2006, <strong>Bice Ruggirello</strong> - sorella di Paolo, e ex membro del CdA della Banca industriale di Trapani - candidata all'Ars per il Ccd <strong>chiese un sostegno elettorale a Giuseppe Messina, commercialista del boss trapanese Vincenzo Virga, condannato per mafia.</strong></p>
<p><strong>Anche la Ruggirello non fu eletta</strong>.</p>
<p>Considerazione finale.</p>
<p><strong>Non sarà il caso di riflettere sul fatto che più che i brogli e la mafia ad inquinare la vita politica isolana è l'assenza di una giustizia amministrativa certa ed efficiente ?</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La mia richiesta a Gheddafi: la Libia si annetta la Sicilia]]></title>
<link>http://peppecaridi2.wordpress.com/?p=1908</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 14:09:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>peppecaridi</dc:creator>
<guid>http://peppecaridi2.lt.wordpress.com/2008/10/10/la-mia-richiesta-a-gheddafi-la-libia-si-annetta-la-sicilia/</guid>
<description><![CDATA[di Vittorio Sgarbi - da http://www.ilgiornale.it/
Tutto comincia (o ricomincia) una decina di giorni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border:6px solid black;margin:6px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/nap/thumb/3/3d/Gheddafi.jpg/180px-Gheddafi.jpg" alt="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/nap/thumb/3/3d/Gheddafi.jpg/180px-Gheddafi.jpg" width="180" height="220" />di <a href="http://www.ilgiornale.it/la_aut.pic1?ID=3086">Vittorio Sgarbi</a> - da <a class="postlink" href="http://www.ilgiornale.it/" target="_blank">http://www.ilgiornale.it/</a></p>
<p>Tutto comincia (o ricomincia) una decina di giorni fa. Il mio compagno di avventura e attuale assessore alla Cultura e all’Agricoltura del Comune di Salemi, Peter Glidewell, quasi distrattamente, mi trasmette un invito. Viene dall’ufficio popolare della Gran Jamahiria araba libica popolare socialista. Leggo: «Illustrissimo onorevole Vittorio Sgarbi, è con grande gioia e onore che mi pregio di allegare alla presente l’invito a lei rivolto da parte del segretariato del congresso generale del popolo a partecipare alla festa del “Giorno della lealtà” che sarà celebrato il prossimo 7 ottobre e in occasione della quale lei verrà insignito della grande onorificenza del Grande El-Fatah...». La lettera è firmata Hafed Gaddur, l’ambasciatore libico in Italia. Dagli allegati leggo che nella giornata della lealtà si onorano - ovunque si trovino - i pionieri, gli ideatori, gli amanti della libertà, nonché i sostenitori dei diritti dell’uomo.<!--more--><br />
Gaddur è un vecchio amico, e so bene perché mi è destinata questa onorificenza. Dieci anni fa, riunendoci a casa mia a Roma come carbonari, decidemmo un’impresa che ha del temerario e, per il popolo libico, dell’eroico. La seconda categoria oggidì assai rara è, nella mia intenzione, conseguenza di uno spirito libertario: la violazione dell’embargo imposto dall’Onu, su richiesta degli americani, alla Libia. L’embargo, sanzione applicata a Paesi che abbiano avuto intelligenza con il terrorismo e con l’eversione (con la Libia, l’Irak di Saddam Hussein e Cuba), è una misura odiosa che reca disagio e danno ai cittadini e non ai governi che si intendono punire. Di più, nella mia considerazione di viaggiatore, che pur con i privilegi del protocollo, via terra impiegò quindici ore per arrivare a Tripoli, e di lì alle mirabili città antiche di Leptis Magna e di Sabratha, l’interdizione al mondo di siti sublimi di interesse universale e appartenenti alla memoria dell’umanità, come anche la greca Cirene, è un vero crimine e una sottrazione inaccettabile.<br />
Con quest’animo dunque partii da Lampedusa su due piccoli aerei con l’editore Grauso, con il regista Filippo Martinez, con il già ricordato Peter Glidewell e con il giornalista Francesco Battistini. Fu un’avventura straordinaria: e, all’arrivo a Tripoli, accolti da membri del governo e cittadini festanti, andammo in corteo alla sede del Congresso generale per essere ringraziati di un gesto che la guida della rivoluzione (così egli vuol essere chiamato) Gheddafi ricordò essere particolarmente ammirevole, oltre che insolito, perché compiuto da cristiani e non da fratelli musulmani in nome della libertà e dei diritti umani. Dopo dieci anni il riconoscimento mi sembrava un segno di civiltà e di immutata riconoscenza. Decidendo dunque di partire, per quest’occasione meno pericolosa, dopo i recenti accordi bilaterali con l’Italia, Gaddur mi informa che saranno con noi Andreotti, Dini, Pisanu, Latorre e altri italiani che hanno dimostrato amicizia nei confronti del popolo libico. Per parte mia informo il Tg5 e, inevitabilmente, un giornalista del Corriere, che è quel Battistini che fu con noi nella storica occasione. Arrivati a Ciampino all’1.58 del 7 ottobre vedo il comodo aereo della Blue Lines inviato dal governo libico e osservo che fra ospiti e amici ci sono anche numerosi esponenti della stampa. Trovo il deputato filo-arabo Folloni, l’ex direttore del manifesto Valentino Parlato, nato a Tripoli da genitori siciliani, il figlio di Rino Nicolosi già presidente della Regione Sicilia, Maria Cuffaro del Tg3, Guido Ruotolo della Stampa, Vincenzo Nigro de La Repubblica, Piero Cascio del Giornale di Sicilia. La comitiva è allegra e incuriosita e lungo il viaggio si ricordano storie, incontri, occasioni. Arrivati a Tripoli i giornalisti vengono separati, senza motivate ragioni, dai premiati e dagli ospiti e si attende, come consuetudine in Libia, che la cerimonia abbia inizio. Come sempre è amabile la conversazione con Andreotti e fra gli altri si distingue, per avere pubblicato gli atti del processo di Al-Mukhtar, l’eroe della resistenza condannato a morte dagli italiani (ci sono anche i parenti dell’avvocato italiano che coraggiosamente lo difese), Romain Rainero, professore alla facoltà di Scienze politiche di Milano.  Finalmente si arriva alla premiazione. Molti discorsi (in arabo), uno in serbo dell’ex presidente della Jugoslavia; infine uno (in italiano) poco seguito dell’ex ministro Dini. A questo punto i giornalisti sono sconcertati. Non c’è molto da raccontare; e, fatte alcune interviste televisive, gli inviati della stampa si appartano a scrivere. Peccato, perché quando il bello comincia, usciti dal Palazzo del Congresso con un carosello di automobili che si fanno largo nelle strade di Tripoli per arrivare all’accampamento nel deserto con le tende del colonnello Gheddafi, loro non ci sono. Sono infatti le nove e mezza quando siamo ammessi alla tenda principale dove ci attende un Gheddafi allegro e spiritoso. Si accomodano Andreotti, Dini e Pisanu, scambiando convenevoli che commemorano gli antichi rapporti personali di amicizia e plaudono all’attuale posizione del governo Berlusconi, anche dopo le apertura di D’Alema e di Prodi. I tre antichi colleghi sembrano intimiditi, preoccupati di disturbare. I giornalisti sono lontani.<br />
A quel punto, forte del mio credito di «eroe libico», comincio una conversazione con Gheddafi fuori dalle righe che qui, a memoria, riporto: «Credo che sarebbe una buona cosa che lei venisse in Sicilia, e non soltanto a Salemi, ma anche a Gibellina, di cui è presente lo storico sindaco Ludovico Corrao che nel corso degli anni ha coltivato rapporti e costituito un museo con testimonianze arabe e libiche significative. Dalla Sicilia è venuto anche il figlio di un presidente della Regione con cui lei ha avuto rapporti». Gheddafi, in arabo, sentita la traduzione, risponde con manifestazioni di simpatia e di affetto, che non ci vengono tradotte, nei confronti di Corrao; abbraccia e sorride al giovane Nicolosi. Io lo incalzo: «La Sicilia aspira all’autonomia dall’Italia. Potrebbe approfittarne per annetterla alla Libia» (sorrisi di compiacimento, i colleghi italiani visibilmente imbarazzati). Aggiungo: «Proprio la città di Salemi, di cui sono sindaco, ha tre quartieri importanti: uno cristiano, uno ebraico e uno arabo, detto “Rabato”. Potrebbe essere l’occasione per una conferenza, un incontro, un dialogo fra le religioni». Gheddafi conviene e conferma che verrà in Sicilia. Accetta l’invito a Salemi e Gibellina. Insisto, nel crescente sconcerto di Andreotti, Dini e Pisanu: «L’onorificenza che ci avete dato come tutti i vessilli e i simboli della Jamahiria libica sono verdi, lo stesso colore prediletto da Bossi cui lei vagamente assomiglia». Folloni, vagamente imbarazzato, sottolinea che si tratta di due verdi diversi.<br />
Gheddafi ride. Ma fra me e lui s’è stabilita un’intesa. Fin dal saluto, avendogli Hafed ricordato la violazione dell’embargo, mi aveva sollevato la mano in segno di intesa e di vittoria. Gli chiedo, ancora: «È mai stato in Italia?». Gheddafi risponde «no, ma adesso non ci sono più difficoltà per venire. Verrò». Insisto sulla Sicilia e a quel punto Dini precisa: «Ma in Italia ci sono anche Roma, Firenze, Milano». Conveniamo sull’opportunità di questo viaggio in Italia. Andreotti, sulle uova, conclude: «Si è fatto tardi. Forse è bene che togliamo il disturbo». Come a una visita di parenti a un funerale. Non mi do per vinto. Faccio alcune osservazioni sull’Italia di oggi accostando Gheddafi a Bossi e a Berlusconi. Gheddafi sorride. Si arriva ai congedi. Arrivano, troppo tardi, i giornalisti per alcune fotografie di rito e io, salutando Gheddafi che mi alza di nuovo la mano in segno di intesa e di vittoria, gli dico: «Potrebbe venire a candidarsi in Italia, alle prossime elezioni, naturalmente contro Berlusconi. Sarebbe un buon confronto». Gheddafi sorride ancora. Non credo che si sia imbarazzato. Certamente si è divertito a sentire un italiano che non si è perduto in convenevoli. Alla fine sembra in realtà dispiaciuto che noi ce ne andiamo. E mentre veniamo giornalisti e ospiti, respinti e sospinti verso l’uscita, rimane in piedi, solo, al centro della tenda ammantato nella sua tunica marrone (djellabah), senza scorta e senza amici. Incito la giornalista del Tg5 e Maria Cuffaro a intervistarlo, ma non sanno in che lingua parlargli. E nessuno si offre di tradurre in e dall’arabo. Si allontanano sconsolate mentre Hafed promette un altro incontro per ricche interviste. Intanto le uniche parole di simpatia e di apertura verso il popolo italiano che egli ha pronunciato le ho registrate io. E, da premiato, mi son fatto cronista. Tripoli, deserto, 7 ottobre 2008, ore 21,43.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[11 ottobre, a Comiso in ricordo di Pio La Torre]]></title>
<link>http://prcenna.wordpress.com/?p=476</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 13:50:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
<guid>http://prcenna.lt.wordpress.com/2008/10/10/11-ottobre-a-comiso-in-ricordo-di-pio-la-torre/</guid>
<description><![CDATA[Comiso, Piazza Diana, Sabato 11 Ottobre alle 16.30, per NON CANCELLARE l&#8217;intitolazione dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignleft" title="piolatorrelocandina" src="http://www.piolatorre.it/images/manifesto_comiso_11-10-2008.gif" alt="" width="250" height="351" />Comiso, Piazza Diana, Sabato 11 Ottobre alle 16.30, per NON CANCELLARE l'intitolazione dell'aeroporto a Pio La Torre.</h3>
<p><a href="http://www.piolatorre.it">www.piolatorre.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ficarra e Picone: "Nella nostra  Matassa scherziamo sui litigi familiari in Sicilia"]]></title>
<link>http://anngirlh.wordpress.com/?p=71</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 11:30:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>anngirlh</dc:creator>
<guid>http://anngirlh.lt.wordpress.com/2008/10/10/ficarra-e-picone-nella-nostra-matassa-scherziamo-sui-litigi-familiari-in-sicilia/</guid>
<description><![CDATA[Catania - Gli imbrogli delle banche vi sconcertano? I garbugli della politica vi repellono? Dal 6 ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Catania - Gli imbrogli delle banche vi sconcertano? I garbugli della politica vi repellono? Dal 6 marzo troverete il bandolo di questi e altri intrighi, dipanando con Ficarra e Picone La matassa, film comico del duo siciliano (prodotto da Attilio de Razza e Medusa Film), giunto a metà lavorazione (budget: 3 milioni e mezzo) e co-firmato da Giambattista Avellino, consolidato partner delle due lenze. Alla loro terza prova cinematografica (Nati stanchi, del 2001, parodiava la disoccupazione, mentre Il 7 e l'8 l’anno scorso li ha visti campioni d’incasso), Salvo Ficarra e Valentino Picone, palermitani classe 1971, ora rafforzano la propria essenza di Sicilia. E partono da una nota fondamentale: tutti litigano e ogni parente è serpente. «Il litigio familiare è comune a tutti, ma i siciliani litigano in un modo particolare, mantenendo un silenzio ostile. E se qualcuno, che ha offeso, non comprende per quale motivo non gli si rivolge più la parola, vuol dire che si è fatto bene a rompere i rapporti. Il nostro film è parlato in italiano e pensato in siciliano», spiega Ficarra, sottolineando come lui e il suo compagno di battute siano «portatori sani di silenzio». </p>
<p>La storia, ambientata tra Catania e Paternò (adiuvante la Film Commission catanese) inizia dal classico dissidio tra il cugino Gaetano (Salvo) e il cugino Paolo (Valentino), figli di fratelli in freddo da vent'anni. Tra problemi economici e viscerali antipatie reciproche, la coppia parentale verrà rimessa in contatto dalla socia in affari di Paolo, la determinata Olga (Anna Safroncik, nota al pubblico televisivo di CentoVetrine). <br><br>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=296976</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sgarbi, Gheddafi e l'annesione della Sicilia: interpretazione autentica]]></title>
<link>http://diarioelettorale.wordpress.com/?p=473</link>
<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 11:05:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>diarioelettorale</dc:creator>
<guid>http://diarioelettorale.lt.wordpress.com/2008/10/10/sgarbi-gheddafi-e-lannesione-della-sicilia-interpretazione-autentica/</guid>
<description><![CDATA[Su &#8220;IL GIORNALE&#8221; di oggi un lunghissimo articolo di Vittorio Sgarbi, ricostruisce l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Su "<a href="http://www.ilgiornale.it/">IL GIORNALE</a>" di oggi un lunghissimo <strong>articolo di Vittorio Sgarbi</strong>, ricostruisce l'antefatto e fa la cronaca dell'incontro avuto dallo stesso <strong>Vittorio Sgarbi a Tripoli</strong>, in occasione della consegna della grande onorificenza del Grande El-Fatah, <strong>con il dittatore libico colonnello Gheddafi</strong>.</p>
<p>Discordante la versioni sul come e sui perchè e come realmente andarono le cose in occasione della <strong>incursione a Tripoli del 1998</strong> da quella che conoscevamo. I più curiosi la <strong>diversa versione</strong> dei fatti la trovano <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1998/aprile/28/Libia_fallito_blitz_Grauso_Sgarbi_co_0_9804281442.shtml">qui</a>.</p>
<p>"<strong>La mia richiesta a Gheddafi: la Libia si annetta la Sicilia</strong></p>
<p>di<strong> </strong><em>Vittorio Sgarbi</em></p>
<p>Tutto comincia (o ricomincia) una decina di giorni fa. Il mio compagno di avventura e attuale <strong>assessore alla Cultura e all’Agricoltura del Comune di Salemi, Peter Glidewell</strong>, quasi distrattamente, mi trasmette un invito. Viene dall’ufficio popolare della Gran Jamahiria araba libica popolare socialista. Leggo: «Illustrissimo onorevole Vittorio Sgarbi, è con grande gioia e onore che mi pregio di allegare alla presente l’invito a lei rivolto da parte del segretariato del congresso generale del popolo a partecipare alla <strong>festa del “Giorno della lealtà”</strong> che sarà celebrato il prossimo 7 ottobre e in occasione della quale lei verrà insignito della <strong>grande onorificenza del Grande El-Fatah</strong>...». La lettera è firmata Hafed Gaddur, l’ambasciatore libico in Italia. Dagli allegati leggo che <strong>nella giornata della lealtà si onorano</strong> - ovunque si trovino - i pionieri, gli ideatori, <strong>gli amanti della libertà</strong>, nonché <strong>i sostenitori dei diritti dell’uomo</strong>.</p>
<p>Gaddur è un vecchio amico, e so bene perché mi è destinata questa onorificenza. <strong>Dieci anni fa</strong>, riunendoci a casa mia a Roma come carbonari, decidemmo un’impresa che ha del temerario e, per il popolo libico, dell’eroico. La seconda categoria oggidì assai rara è, nella mia intenzione, conseguenza di uno spirito libertario: la violazione dell’embargo imposto dall’Onu, su richiesta degli americani, alla Libia. L’embargo, sanzione applicata a Paesi che abbiano avuto intelligenza con il terrorismo e con l’eversione (con la Libia, l’Irak di Saddam Hussein e Cuba), è una misura odiosa che reca disagio e danno ai cittadini e non ai governi che si intendono punire. Di più, nella mia considerazione di viaggiatore, che pur con i privilegi del protocollo, via terra impiegò quindici ore per arrivare a Tripoli, e di lì alle mirabili città antiche di Leptis Magna e di Sabratha, l’interdizione al mondo di siti sublimi di interesse universale e appartenenti alla memoria dell’umanità, come anche la greca Cirene, è un vero crimine e una sottrazione inaccettabile.</p>
<p>Con quest’animo dunque partii da Lampedusa su due piccoli aerei con l’editore Grauso, con il regista Filippo Martinez, con il già ricordato <strong>Peter Glidewell</strong> e con il giornalista Francesco Battistini. Fu un’avventura straordinaria: e, all’arrivo a Tripoli, accolti da membri del governo e cittadini festanti, andammo in corteo alla sede del Congresso generale per essere ringraziati di <strong>un gesto che</strong> la guida della rivoluzione (così egli vuol essere chiamato) <strong>Gheddafi ricordò</strong> essere <strong>particolarmente ammirevole</strong>, oltre che insolito, <strong>perché compiuto </strong>da cristiani e non da fratelli musulmani <strong>in nome della libertà e dei diritti umani</strong>. Dopo dieci anni il riconoscimento mi sembrava un segno di civiltà e di immutata riconoscenza.</p>
<p>Decidendo dunque di partire, per quest’occasione meno pericolosa, dopo i recenti accordi bilaterali con l’Italia, Gaddur mi informa che saranno con noi Andreotti, Dini, Pisanu, Latorre e altri italiani che hanno dimostrato amicizia nei confronti del popolo libico. Per parte mia informo il Tg5 e, inevitabilmente, un giornalista del Corriere, che è quel Battistini che fu con noi nella storica occasione. Arrivati a Ciampino all’1.58 del 7 ottobre vedo il comodo aereo della Blue Lines inviato dal governo libico e osservo che fra ospiti e amici ci sono anche numerosi esponenti della stampa. Trovo il deputato filo-arabo Folloni, l’ex direttore del manifesto Valentino Parlato, nato a Tripoli da genitori siciliani, il figlio di Rino Nicolosi già presidente della Regione Sicilia, Maria Cuffaro del Tg3, Guido Ruotolo della Stampa, Vincenzo Nigro de La Repubblica, Piero Cascio del Giornale di Sicilia. La comitiva è allegra e incuriosita e lungo il viaggio si ricordano storie, incontri, occasioni.</p>
<p>Arrivati <strong>a Tripoli i giornalisti vengono separati, senza motivate ragioni, dai premiati e dagli ospiti</strong> e si attende, come consuetudine in Libia, che la cerimonia abbia inizio. Come sempre è amabile la conversazione con Andreotti e fra gli altri si distingue, per avere pubblicato gli atti del processo di Al-Mukhtar, l’eroe della resistenza condannato a morte dagli italiani (ci sono anche i parenti dell’avvocato italiano che coraggiosamente lo difese), Romain Rainero, professore alla facoltà di Scienze politiche di Milano.</p>
<p>Finalmente si arriva alla premiazione. Molti discorsi (in arabo), uno in serbo dell’ex presidente della Jugoslavia; infine uno (in italiano) poco seguito dell’ex ministro Dini. A questo punto i giornalisti sono sconcertati. Non c’è molto da raccontare; e, fatte alcune interviste televisive, gli inviati della stampa si appartano a scrivere. Peccato, perché quando il bello comincia, usciti dal Palazzo del Congresso con un carosello di automobili che si fanno largo nelle strade di Tripoli per arrivare all’accampamento nel deserto con le tende del colonnello Gheddafi, loro non ci sono.</p>
<p>Sono infatti le nove e mezza quando siamo ammessi alla tenda principale dove ci attende un Gheddafi allegro e spiritoso. Si accomodano Andreotti, Dini e Pisanu, scambiando convenevoli che commemorano gli antichi rapporti personali di amicizia e plaudono all’attuale posizione del governo Berlusconi, anche dopo le apertura di D’Alema e di Prodi. I tre antichi colleghi sembrano intimiditi, preoccupati di disturbare. I giornalisti sono lontani.</p>
<p>A quel punto, forte del mio credito di «eroe libico», comincio una conversazione con Gheddafi fuori dalle righe che qui, a memoria, riporto: «<strong>Credo che sarebbe una buona cosa che lei venisse in Sicilia, e non soltanto a Salemi, ma anche a Gibellina, di cui è presente lo storico sindaco Ludovico Corrao che nel corso degli anni ha coltivato rapporti e costituito un museo con testimonianze arabe e libiche significative. Dalla Sicilia è venuto anche il figlio di un presidente della Regione con cui lei ha avuto rapporti</strong>». Gheddafi, in arabo, sentita la traduzione, risponde con <strong>manifestazioni di simpatia e di affetto, che non ci vengono tradotte, nei confronti di Corrao</strong>; abbraccia e sorride al giovane Nicolosi. Io lo incalzo: «<strong>La Sicilia aspira all’autonomia dall’Italia. Potrebbe approfittarne per annetterla alla Libia</strong>» (sorrisi di compiacimento, i colleghi italiani visibilmente imbarazzati). Aggiungo: «<strong>Proprio la città di Salemi, di cui sono sindaco, ha tre quartieri importanti: uno cristiano, uno ebraico e uno arabo, detto “Rabato”. Potrebbe essere l’occasione per una conferenza, un incontro, un dialogo fra le religioni</strong>». <strong>Gheddafi</strong> conviene e <strong>conferma che verrà in Sicilia. Accetta l’invito a Salemi e Gibellina</strong>. Insisto, nel crescente sconcerto di Andreotti, Dini e Pisanu: «L’onorificenza che ci avete dato come tutti i vessilli e i simboli della Jamahiria libica sono verdi, lo stesso colore prediletto da Bossi cui lei vagamente assomiglia». Folloni, vagamente imbarazzato, sottolinea che si tratta di due verdi diversi.</p>
<p>Gheddafi ride. Ma fra me e lui s’è stabilita un’intesa. Fin dal saluto, avendogli Hafed ricordato la violazione dell’embargo, mi aveva sollevato la mano in segno di intesa e di vittoria. Gli chiedo, ancora: «È mai stato in Italia?». Gheddafi risponde «no, ma adesso non ci sono più difficoltà per venire. Verrò». Insisto sulla Sicilia e a quel punto Dini precisa: «Ma in Italia ci sono anche Roma, Firenze, Milano». Conveniamo sull’opportunità di questo viaggio in Italia. Andreotti, sulle uova, conclude: «Si è fatto tardi. Forse è bene che togliamo il disturbo». Come a una visita di parenti a un funerale. Non mi do per vinto. Faccio alcune osservazioni sull’Italia di oggi accostando Gheddafi a Bossi e a Berlusconi. Gheddafi sorride. Si arriva ai congedi. Arrivano, troppo tardi, i giornalisti per alcune fotografie di rito e io, salutando Gheddafi che mi alza di nuovo la mano in segno di intesa e di vittoria, gli dico: «Potrebbe venire a candidarsi in Italia, alle prossime elezioni, naturalmente contro Berlusconi. Sarebbe un buon confronto». Gheddafi sorride ancora. Non credo che si sia imbarazzato. Certamente si è divertito a sentire un italiano che non si è perduto in convenevoli. Alla fine sembra in realtà dispiaciuto che noi ce ne andiamo. E mentre veniamo giornalisti e ospiti, respinti e sospinti verso l’uscita, rimane in piedi, solo, al centro della tenda ammantato nella sua tunica marrone (djellabah), senza scorta e senza amici. Incito la giornalista del Tg5 e Maria Cuffaro a intervistarlo, ma non sanno in che lingua parlargli. E nessuno si offre di tradurre in e dall’arabo. Si allontanano sconsolate mentre Hafed promette un altro incontro per ricche interviste. Intanto le uniche parole di simpatia e di apertura verso il popolo italiano che egli ha pronunciato le ho registrate io. E, da premiato, mi son fatto cronista. Tripoli, deserto, 7 ottobre 2008, ore 21,43."</p>
<p>fin qui l'articolo su "<a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=296921">IL GIORNALE</a>"</p>
<p>Nel frattempo sempre oggi un barcone con <strong>alcune centinaia di migranti</strong> è stato intercettato <strong>tre miglia a sud ovest di Lampedusa</strong> dalla guardia costiera.</p>
<p>L'imbarcazione, lunga circa 15 metri, ha il <strong>motore in avaria</strong>  e sul posto stanno operano tre motovedette della guardia costiera.</p>
<p><strong>Ieri</strong> erano <strong>sbarcati a Lampedusa</strong> oltre <strong>400 migranti</strong>; altri 81, a causa delle condizioni del mare che non rendevano possibile il trasferimento a terra, erano rimasti a bordo della nave Sirio della marina militare il cui arrivo è previsto per oggi nella base di Augusta.</p>
<p><strong>Da dove partono questi poveri cristi ?</strong></p>
<p>Dai porti della Libia.</p>
<p><strong>Partono di nascosto dal governo libico ?</strong></p>
<p>E' da presumere di no essendo notoriamente il governo libico una dittatura, ed in quanto tale fornito, per ovvii motivi di autoconservazione, di un apparato poliziesco a cui l'organizzazione di quotidiani e plurimi imbarchi non potrebbe essere nascosta.</p>
<p>Naturalmente ne Vittorio Sgarbi ne gli altri "<strong>amanti della libertà</strong>" e "<strong>sostenitori dei diritti dell'uomo</strong>" si sono sentiti in dovere di chiedere alcunchè su questo aspetto dell' "<strong>amicizia italo-libica</strong>".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stranezze d'Italia]]></title>
<link>http://carlosalbuquerque.wordpress.com/?p=64</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 14:16:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>calbuquerque</dc:creator>
<guid>http://carlosalbuquerque.lt.wordpress.com/2008/10/09/stranezze-italiane/</guid>
<description><![CDATA[A Gela, popoloso comune della provincia di Caltanissetta, noto più per fatti di mafia che per ubica]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A Gela, popoloso comune della provincia di Caltanissetta, noto più per fatti di mafia che per ubicazione geografica, pare non esista nemmeno una libreria. (Fonte: <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_08/gela_nessuna_libreria_aiuti_comune_cacadfc8-957a-11dd-a444-00144f02aabc.shtml" target="_blank">CorriereDellaSera.it)</a></p>
<p>A Matera, 60mila abitanti, culla dell'arte in Basilicata, città che aspira a divenire capitale europea della cultura - non ho ancora capito per quale era geologica decideranno, negli alti palazzi comunali, di presentare la candidatura - le librerie ci sono. Poche, ma ci sono. La piaga che il materano tendente all'intellettuale ma troppo poco snob per diventarlo, pop per necessità ma rocker per vocazione deve combattere non è l'esiguo numero di luoghi di lettura disponibili, ma l'alto tasso di crescita delle scuole da ballo.</p>
<p>Roba che tra un po' faremo invidia a Cuba intera...</p>
<p>E' un virus che ha trovato anticorpi scarsi in questa città. Prima o poi qualcuno verrà a proporvi di cimentarvi, tutti insieme, nei passi di danze esotiche, che solo a conoscerne nomi e varianti bisogna frequentare un corso a parte.</p>
<p>Chi legge questo blog sa che la mia ironia lascia sempre aperta una porta anche alle vittime dei miei post irriverenti (esclusi i vecchi rincoglioniti che bloccano il traffico con i loro 10km/h su strade larghe quanto Avenida da Liberdade - ogni tanto esagero - e i ceffi che accendono i fendinebbia in città anche quando l'unica traccia di foschia presente è quella nelle loro teste). Spesso e volentieri, però, l'irriverenza è figlia di una realtà che poco concede al pensiero, a una visione differente rispetto alla stessa realtà in cui viene proiettata.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il governo della gente]]></title>
<link>http://owblog.wordpress.com/?p=2264</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 09:43:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jack</dc:creator>
<guid>http://owblog.lt.wordpress.com/2008/10/09/il-governo-della-gente/</guid>
<description><![CDATA[Parliamo di questo governo. Mi direte che scrivo sempre contro Berlusconi e il suo governo. Sì, fin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Parliamo di questo governo. Mi direte che scrivo sempre contro Berlusconi e il suo governo. Sì, fino a quando questo governo non farà almeno metà delle sue scelte (dicasi leggi) a favore della gente: ha tolto l'ICI, ha detassato gli straordinari, ha ripulito Napoli, ha mandato i militari in Campania a sconfiggere la camorra ed ha salvato Alitalia.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Le prime due sono delle buone cose: adesso bisogna vedere fin quanto le riterranno valide, speriamo che non decadano a fine anno.<br />
Napoli è un problema molto più serio, sia per la monnezza che la camorra. Provate a chiedere ai napoletani se il premier ha eliminato la spazzatura dal capoluogo partenopeo. Vi risponderanno che è stata portata via, ma solo in centro città, nei luoghi turistici e vicino alle abitazioni dei politici locali. Non parlo solo per sentito dire o per averlo letto nei giornali, lo dico perché ho tanti amici e colleghi di quelle parti, anche elettori di Berlusconi, che si sono sentiti traditi dalle promesse fatte dal cavaliere. Ok, non era facile ne' semplice eliminare quintali e quintali di immondizia tutta in una volta: ma almeno non ti vantare che hai ripulito una città! Se Berlusconi avesse detto che avrebbe ripulito Napoli, ma ci sarebbe voluto del tempo per riportarla al vecchio splendore, nessuno, mai, avrebbe avuto da ridire alle sue parole, è normale che ci vuole del tempo per far questa enorme mole di lavoro: il mondo è stato creato in sette giorni, figuriamoci se ci aspettavamo Napoli ripulita in una settimana!<br />
La camorra ha basi ben più solide di quelle che qualsiasi politico possa immaginare. Berlusconi ha dato mandato al Ministro degli Interni Maroni di mandare rinforzi in Campania e debellare la piaga della criminalità organizzata. Forse Berlusconi dimentica che in Sicilia hanno mandato i militari in quella operazione denominata "<a href="http://www.esercito.difesa.it/root/attivita/op_vespri.asp" target="_blank">Vespri siciliani</a>" durata sei anni: dal 25 luglio '92 all'8 luglio del '98, dall'omicidio del giudice Borsellino, avvenuto il 19 luglio del '92, fino alla cattura di quasi tutti i componenti della "Cupola" di Cosa nostra. I Vespri siciliani hanno visto migliaia di soldati in appoggio a Polizia e Carabinieri coordinati dalle superprefetture di Palermo e Catania, e dopo sei lunghi anni si sono visti i risultati di quella immensa operazione di "bonifica territoriale". Non basta mandare qualche centinaio di militari e sconfiggere la camorra dall'oggi al domani: i camorristi sono <a href="http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/camorra-2/esecuzione-ercolano/esecuzione-ercolano.html" target="_blank">mafiosi</a>, non <a href="http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/camorra-2/agguato-secondigliano/agguato-secondigliano.html?rss" target="_blank">banditi</a> di strada. Sarà dura, ci vorrà del tempo, ma possiamo farcela come già avvenuto con la vecchia mafia.</p>
<p>Di Alitalia ne ho già scritto, quindi non mi va di ripetere sempre le stesse cose: tanto <a href="http://owblog.wordpress.com/2008/09/26/da-caimano-a-caimano" target="_blank">sono cambiate poche cose!</a></p>
<p>Finisco con alcuni ritagli di giornali appena letti.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/parmalat-richiesta-pm/norma-salvaprocessi/norma-salvaprocessi.html?rss" target="_blank">Decreto Alitalia</a>, reati non perseguibili se non c'è il fallimento: il governo salva Tanzi, Geronzi e Cragnotti.</li>
<li><a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/figlia-assessore/re-parentopoli/re-parentopoli.html?rss" target="_blank">Parentopoli</a>: Sicilia, l'abbuffata di Scoma e le clientele degli altri big. Ironia della sorte: il recordman dei favoritismi ha la delega alla Famiglia.</li>
<li>Aerei che <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/boato-aerei/boato-aerei/boato-aerei.html?rss" target="_blank">sorvolano tranquilli</a> Napoli: "Bang supersonico da due caccia che intercettavano un velivolo sospetto. L'Ilyushin 76 civile bielorusso è stato poi scortato fuori dallo spazio aereo nazionale". E se fosse stato un attacco terroristico saremmo già tutti morti, visti i controlli "perfetti"!</li>
<li><a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/prof-religione/prof-religione/prof-religione.html?rss" target="_blank">Assunti per fede</a>, Italia spieghi: La Commissione di Bruxelles accoglie un esposto che ritiene violato il principio di uguaglianza dei cittadini</li>
<li><a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/politica/guzzanti-putin/guzzanti-putin/guzzanti-putin.html?rss" target="_blank">Finisco in bellezza</a>: Paolo Guzzanti contro Berlusconi "E' amico di Putin, mi fa vomitare"</li>
</ul>
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]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Assessore alla famiglia: la sua]]></title>
<link>http://pdpietrasanta.wordpress.com/?p=484</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 09:32:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>pdpietrasanta</dc:creator>
<guid>http://pdpietrasanta.lt.wordpress.com/2008/10/09/assessore-alla-famiglia-la-sua/</guid>
<description><![CDATA[di Attilio Bolzoni e Emanuele Lauria - repubblica.it
Sicilia, l&#8217;abbuffata di Scoma e le client]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Attilio Bolzoni e Emanuele Lauria - repubblica.it</strong></p>
<p><strong>Sicilia, l'abbuffata di Scoma e le clientele degli altri big<br />
Ironia della sorte: il recordman dei favoritismi ha la delega alla Famiglia</strong></p>
<p><strong>PALERMO</strong> - Figlio di un sindaco democristiano della Palermo spudorata degli anni '70, votatissimo, ammanicato, sempre candidato a tutto, come assessore alla Famiglia onestamente non poteva fare di più e di meglio. Specialmente per la sua famiglia: quella di sangue e quella politica.. Negli abissi della Regione siciliana c'è un onorevole che - quando si tratta di parenti - non resiste al fortissimo richiamo. <!--more--></p>
<p>Questo è il piccolo vizio di Francesco Scoma, figlio di Carmelo. Nella hit parade dell'intreccio politico-familistico di Palermo lui batte tutti. Li vuole tutti accanto a sé. Vicini, piazzati e sistemati, intruppati, mischiati fra il suo ufficio di gabinetto e gli altri staff, congiunti suoi e congiunti di altri potenti, tutti insieme come una grande famiglia all'assessorato alla Famiglia. In quella trama di complicità che è la Regione siciliana, nomina dopo nomina e incarico dopo incarico, l'onorevole del Popolo della Libertà - classe 1961, eletto per la quarta volta all'Assemblea - si sta rivelando il personaggio simbolo dei favoritismi che si ordiscono nel governo guidato del catanese Raffaele Lombardo. </p>
<p>E' in cima alla lista l'assessore Scoma, il number one. Anche per il nome che porta. Nel suo quartier generale, di Francesco Scoma non ce n'é uno ma ce ne sono due. L'altro è suo cugino. Preso da un altro ufficio regionale, remunerato con indennità aggiuntiva e sistemato alla Famiglia. Dove, esattamente? Al "controllo strategico" dell'assessorato. Un parente che controlla l'altro a spese del contribuente. Una sorella di Scoma, Antonella, è stata assunta nello staff dell'assessore alla Presidenza della Regione Giovanni Ilarda. Una cognata, Deborah Civello, ha trovato un posticino nello staff del presidente del parlamento Francesco Cascio. La signora era già scivolata un paio di anni fa in uno scandalo - 448 assunzioni senza concorso nelle municipalizzate di Palermo - che aveva provocato anche l'apertura di un'inchiesta giudiziaria. Deborah era entrata all'Amia, l'azienda ambientale. </p>
<p>Ma nell'assessorato alla Famiglia Francesco Scoma non ha favorito soltanto suoi consanguinei. Ha messo dentro pure quelli di tutti i suoi amici ai quali probabilmente non può dire di no. A cominciare dal suo padrino politico, il presidente del Senato Renato Schifani. La sorella, Rosanna Schifani, il 6 giugno del 2008 è stata nominata per chiamata diretta "componente della segreteria tecnica" dell'assessore Francesco Scoma. Già dipendente regionale dal 1991 con qualifica di "istruttore direttivo", la signora Rosanna ha avuto in busta paga - nel passaggio allo staff di Scoma - un'indennità di 14 mila euro lordi l'anno. Ma deve rinunciare agli straordinari che prendeva prima. Intanto, nell'ufficio di gabinetto dell'assessore alla Famiglia, come "esterno", è entrato anche uno degli assistenti di Schifani. Si chiama Giuseppe Gelfo. E pure Danila Misuraca, sorella del parlamentare del Pdl Dore. E anche Stefano Mangano, a lungo segretario particolare del sindaco di Palermo Diego Cammarata. </p>
<p>Una bella infornata di parenti in quella Regione dove Lombardo ha addirittura litigato con il predecessore Cuffaro sulle spese folli, ha promesso "interventi per rimuovere eventuali anomalie" e dichiarato guerra agli sprechi: 39 milioni di euro l'anno per mantenere gli uffici di gabinetto, 818 milioni per pagare i 21.104 dipendenti, 75 mila euro l'anno per liquidare lo stipendio di un dirigente "esterno". </p>
<p>Cambiano i governi ma alla Regione si aggirano i soliti noti. Un altro campione della Parentopoli è l'assessore al Bilancio Michele Cimino. Un'altra storia di cugini: Rino Giglione è il suo capo di gabinetto. Un altro, Maurizio Cimino, è il direttore della Protezione civile di Agrigento. E un terzo, Simone Cimino, è alla testa di una società che - in partnership con la Regione - si occupa di fondi finanziari. "Non ci vedo nulla di strano, è giusto che in uno staff ci siano uomini di fiducia", garantisce l'assessore. </p>
<p>E allora, per lui, nulla di strano che in quest'altra grande famiglia che si è ricomposta al Bilancio ci siano anche due uomini del sottosegretario alla Presidenza Micciché. Il primo è suo cognato Pietro Merra, il secondo il suo ex autista Ernesto Devola. La ragnatela delle parentele si spande dappertutto. Il figlio del sindaco Diego Cammarata - Piero - è dipendente a contratto della spa regionale e-Innovazione, il fratello dell'ex governatore Totò Cuffaro è vicedirettore dell'Agenzia dell'impiego, Francesco Judica che è il cognato del governatore Lombardo è manager all'Asl di Enna, l'assessore ai Beni Culturali Antonello Antinoro ha nel suo ufficio di gabinetto anche Antonella Chiaramonte (sorella del cognato), mentre l'assessore regionale ai Lavori Pubblici Luigi Gentile ha nominato suo cognato Carmelo Cantone segretario particolare. </p>
<p>Un elenco infinito. Che continua con i parenti del ministro di Grazia e Giustizia. Angelino Alfano non ha soltanto la cugina Viviana Buscaglia nello staff dell'assessore all'Agricoltura, ma ha anche il cugino Giuseppe Sciumé vicedirettore generale all'Azienda Trasporti. Tutti sbandierano lunghi curriculum, ma chi lo toglie dalla testa a migliaia di disoccupati siciliani che siano miracolati per meriti di parentela? </p>
<p>Come scrivevamo all'inizio di questo articolo l'emblema dello sconcio familistico alla Regione siciliana tocca però all'assessore alla Famiglia, quello che nella passata legislatura ha toccato un altro record: il numero delle missioni all'estero. Risultavano otto, nel settembre del 2007: 4 a Bruxelles, 2 in Spagna, 1 a Washington, 1 a Parigi. </p>
<p>Nel governo Francesco Scoma è dal 2004, in politica da sempre. Suo padre Carmelo è stato sindaco di Palermo dal gennaio del 1976 all'ottobre del 1978, erano gli anni del dominio finale di Vito Ciancimino e anche lui - Scoma padre - fu coinvolto negli affari sui "grandi appalti" della città, quindici anni di spadroneggiamento sempre delle stesse imprese. Da assessore, Scoma figlio è diventato famoso per la sua spasmodica voglia di candidarsi ovunque. Alla vigilia delle ultime elezioni regionali era praticamente in corsa dappertutto. Alla Presidenza della Provincia (dove aveva promesso ad almeno una trentina di amici il posto di assessore), al parlamento, alla Presidenza dell'Assemblea. </p>
<p>Quando è divampato nelle scorse settimane lo scandalo di Parentopoli, intervistato da "Viva Voce" di Radio 24 è caduto dalle nuvole: "Allora vogliamo dire che essere familiari di politici sia un reato?". L'altro giorno Scoma, che è anche assessore agli Enti Locali, ha preparato un disegno di legge contro i privilegi nei comuni. Tagli, gettoni di presenza al posto degli stipendi, stop al cumulo per sindaci e presidenti di Provincia con il doppio incarico di deputato. Insomma, un bel repulisti. Poi, all'articolo 15 del suo provvedimento, una piccola smagliatura: le ispezioni nei Comuni dalle gestioni allegre, d'ora in poi, potranno essere fatte anche da professionisti esterni alla Regione. E a spese degli enti controllati. Sarà naturalmente Scoma, in persona, a scegliere gli ispettori. Qualcuno sospetta che l'assessore alla Famiglia abbia qualche altro cugino. </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Altre notizie del giorno (9-ott-08)]]></title>
<link>http://mononeuronico.wordpress.com/?p=428</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 09:24:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>mononeuronico</dc:creator>
<guid>http://mononeuronico.lt.wordpress.com/2008/10/09/altre-notizie-del-giorno-9-ott-08/</guid>
<description><![CDATA[Sicilia, la regione di tutti (i parenti).
Già avevamo introdotto il tema di parentopoli (vedi post ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align:justify;">Sicilia, la regione di tutti (i parenti).</h3>
<p style="text-align:justify;">Già avevamo introdotto il tema di <strong><em>parentopoli</em></strong> (vedi <a title="Vai al precedente post di questo blog per decerebrati, stessa finestra" href="http://mononeuronico.wordpress.com/2008/09/24/le-news-del-giorno-quale/" target="_blank">post precedente</a>), ma evidentemente c'è ancora qualcuno che cade in tentazione e, non riuscendo proprio a resistervi, mette nei vari staff dei vari assessorati vari parenti... <em>Per la serie chi più ne ha più ne metta</em>, vi presentiamo oggi <strong>Francesco Scoma</strong>, figlio di un sindaco democristiano della Palermo spudorata degli anni '70, votatissimo, ammanicato, sempre candidato a tutto, <strong>come assessore alla Famiglia onestamente non poteva fare di più e di meglio. Specialmente per la sua</strong> famiglia: quella di sangue e quella politica. Nella hit parade dell'intreccio politico-familistico di Palermo lui batte tutti. Li vuole tutti accanto a sé. Vicini, piazzati e sistemati, intruppati, mischiati fra il suo ufficio di gabinetto e gli altri staff, congiunti suoi e congiunti di altri potenti, tutti insieme come una grande famiglia all'assessorato alla Famiglia. In quella trama di complicità che è la Regione siciliana, nomina dopo nomina e incarico dopo incarico, l'onorevole del Popolo della Libertà - classe 1961, eletto per la quarta volta all'Assemblea - si sta rivelando il personaggio simbolo dei favoritismi che si ordiscono nel governo guidato del catanese Raffaele Lombardo. <a title="Vai all'articolo di Repubblica, nuova finestra" href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/figlia-assessore/re-parentopoli/re-parentopoli.html" target="_blank">Continua a leggere...</a></p>
<h3 style="text-align:justify;">Eluana Englaro, valido per un mese e mezzo il diritto di morire.</h3>
<p style="text-align:justify;">"Non luogo a provvedere". Con questa decisione <strong>la Corte d'Appello di Milano ha congelato la richiesta di sospendere l'esecutività della sentenza, </strong>nel luglio scorso, <strong>che autorizzava il signor Beppino Englaro ad interrompere alimentazione e idratazione di Eluana</strong>, la figlia in coma vegetativo irreversibile da sedici anni dopo un incidente stradale avvenuto il 18 gennaio del 1992.<br />
Nella sostanza significa che si torna a prima della sospensiva. Detto in modo un po' brutale, se per caso Eluana dovesse morire in questi giorni, papà Englaro avrebbe dalla sua la legge. Almeno fino all'11 di novembre quando ci sarà la decisione della Cassazione. <a title="Vai all'articolo di Repubblica, nuova finestra" href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia-3/eluana-eutanasia-3/eluana-eutanasia-3.html" target="_blank">Continua a leggere...</a></p>
<h3 style="text-align:justify;">Scuola: i sindacati decidono per lo sciopero generale.<a href="http://mononeuronico.files.wordpress.com/2008/10/scioperoscuola.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-429" title="scioperoscuola" src="http://mononeuronico.wordpress.com/files/2008/10/scioperoscuola.jpg" alt="" width="230" height="153" /></a></h3>
</p>
<p style="text-align:justify;">Sarà sciopero generale contro la riforma Gelmini della scuola. I sindacati hanno deciso: domani l'ultimo tentativo di conciliazione al ministero dell'Istruzione, passaggio ineludibile nelle procedure previste dalla legge per la proclamazione degli scioperi. Poi sarà comunicata la data della manifestazione, forse il 30 ottobre. Ma la decisione è presa.<br />
<strong>Il sì è arrivato da tutti i sindacati rappresentativi del settore</strong> (Uil, Cisl, Flc-Cgil, Snals-Confsal e Gilda) che oggi si sono riuniti per decidere "le modalità e la piattaforma politica della protesta", come spiega il coordinatore nazionale della Gilda Rino di Meglio.<br />
<a title="Vai all'articolo di Repubblica, nuova finestra" href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-1/voto-fiducia-gelmini/voto-fiducia-gelmini.html?ref=search" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Approvato dalla Camera, il decreto Gelmini</span></a> sul maestro unico è bocciato dal mondo della scuola. Venerdì un assaggio del malcontento arriverà dagli studenti che manifesteranno in decine di città. <a title="Vai all'articolo di Repubblica, nuova finestra" href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-1/sciopero-deciso/sciopero-deciso.html" target="_blank">Continua a leggere...</a></p>
[caption id="attachment_430" align="alignleft" width="230" caption="Bang supersonico sul golfo e sul Vesuvio"]<a href="http://mononeuronico.files.wordpress.com/2008/10/vesuvio.jpg"><img class="size-full wp-image-430" title="" src="http://mononeuronico.wordpress.com/files/2008/10/vesuvio.jpg" alt="Bang supersonico sul golfo e sul Vesuvio" width="230" height="154" /></a>[/caption]
<h3 style="text-align:justify;">Bang supersonico sopra il Vesuvio. E si trema.</h3>
</p>
<p style="text-align:justify;">Il Golfo di Napoli si sveglia di soprassalto con due boati: in sette secondi, arrivano uno dopo l'altro, alle 7.44. La gente pensa al Vesuvio, scattano centinaia di segnalazioni a pompieri e protezione civile. Si scopre poi che <strong>due caccia F16 hanno superato la velocità del suono</strong>, producendo il cosiddetto bang supersonico. Inseguivano un velivolo sospetto decollato dalla Libia e diretto a Linz: intercettato, lo hanno scortato fino alle Tremiti per gli accertamenti del caso. Un velivolo che viaggiava su mandato dell'Austria - aveva portato in Ciad pezzi di ricambio sanitari nell'ambito dell'operazione Eufor dell'Unione europea - e per il portavoce della Difesa austriaca le verifiche italiane sarebbero scattate sulla base di un "equivoco". Il 'bang', comunque - che si è verificato all'altezza del Golfo di Napoli, a circa 40.000 piedi di quota - è stato particolarmente avvertito nel Vesuviano, dove ha fatto tremare i vetri delle finestre delle case. Si è cercata a lungo anche una fabbrica esplosa, nella zona di Ercolano, dove era stato avvistato del fumo nero: soltanto un rogo. <a title="Vai all'articolo dell'Ansa, nuova finestra" href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_788112346.html" target="_blank">Continua a leggere...</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Auguri!]]></title>
<link>http://unangolodipace.wordpress.com/?p=188</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 23:05:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>psychemax</dc:creator>
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<description><![CDATA[Anche se non so quanto sia probabile che tu venga a leggerlo, ora, qui, però&#8230;
Auguri!
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se non so quanto sia probabile che tu venga a leggerlo, ora, qui, però...</p>
<h1 style="text-align:center;">Auguri!</h1>
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</item>
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<title><![CDATA[Una storia più grande del mare]]></title>
<link>http://nulladiessinelinea.wordpress.com/?p=250</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 15:07:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>nulladiessinelinea</dc:creator>
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<description><![CDATA[Salvatore Smedile


Mazara del Vallo  28.2 - 9.3. ‘08




Il cambio delle reti sul peschereccio Co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><span style="text-decoration:underline;">Salvatore Smedile</span></p>
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<p style="text-align:right;">Mazara del Vallo  28.2 - 9.3. ‘08</p>
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[caption id="attachment_259" align="aligncenter" width="300" caption="Il cambio delle reti sul peschereccio Concordia, mar Mediterraneo a sud di Mazara del Vallo, marzo 2008. Tutti i diritti riservati, Chiara Ceolin. "]<a href="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/files/2008/10/1-mazara08_04151.jpg"><img class="size-medium wp-image-259" title="Reportage pesca a Mazara del Vallo" src="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/files/2008/10/1-mazara08_04151.jpg?w=300" alt="Il cambio delle reti sul peschereccio Concordia, mar Mediterraneo a sud di Mazara del Vallo, marzo 2008. Tutti i diritti riservati, Chiara Ceolin. " width="300" height="200" /></a>[/caption]
<p style="text-align:justify;">Nonostante il sole, il primo impatto con Mazara non è dei più felici. Non mi scompongo: quante volte le prime impressioni tradiscono una bellezza che si rivela nel tempo? Il vento soffia dolcemente e l'anziano arabo con un pantalone sull'altro e un cappello di lana a chiudergli le orecchie, sembra inseguirci mentre camminiamo verso il centro. A mezzogiorno predominano il bianco e un'indefinita desolazione. Alcuni portuali ci girano attorno incuriositi mentre nei pressi della Capitaneria aspettiamo Toni Scilla, con cui abbiamo concordato il viaggio. Completo blu a righe, cravatta slacciata, Ray Ban e barba di qualche giorno, l'uomo che ci raggiunge è ben lontano dall'immagine che ci eravamo fatti di un armatore. Ci accompagna nel suo stabilimento pregandoci di metterci comodi, sarà con noi tra breve. Ma le ore trascorrono e ci rendiamo conto che il tempo di Mazara ha <!--more continua-->una misura diversa da quello che conosciamo. Parliamo con gli addetti amministrativi e con i dipendenti della Asaro &#38; Scilla che inscatolano il pesce per la distribuzione. Ci raccontano le fasi della pesca e quelle dello smistamento e noi ci sentiamo già in mare. Il fatto che comprendo il dialetto siciliano facilita la conversazione. Tra una battuta e l'altra, Vito, l'ex-pescatore che ci prende in simpatia, ci fissa una cena a base di spaghetti ai ricci di mare e triglie in un ristorante di sua fiducia.<br />
Accento locale ben marcato, il Capitano che ci stringe la mano, è un omone alto, capelli pettinati all'indietro, scarpe di cuoio, pantaloni e giubbotto di jeans. Ci accompagna da Scilla che ci attende nello studio coi suoi collaboratori. Ciascuno dice la sua sul mal di mare e i loro consigli mi torneranno in  mente nei giorni successivi.<br />
<em>Sai quando entri ma non sai quando esci"</em>, ci avvertono sapendoci diretti in Capitaneria per le pratiche d'imbarco. Non è una frase di circostanza. La prima ora trascorre inavvertibile col nostro accompagnatore che ci racconta dei suoi viaggi di lavoro in Spagna e Grecia. Sorriso dolce e divisa marinara, la giovane impiegata che ci ascolta in silenzio sembra una donna del lontano nord scesa a portare una nota di contrasto nel profondo sud.<br />
Nel pomeriggio raggiungiamo la Casbah, il vero centro storico della città dove i ragazzini giocano a pallone e a nascondino nei vicoli. Parliamo con alcuni di loro. In breve, si sparge voce della nostra presenza e alcuni tra i più piccoli corrono a farsi fotografare. Se i loro sguardi sono felici, non altrettanto quelli dei pochi maghrebini adulti che incrociamo.<br />
Mentre Chiara sale a bordo per fotografare le operazioni di carico del peschereccio, mi intrattengo sul molo col Capitano che scopro essere di padre tunisino. Sostanzialmente, ciò che gli interessa sapere è: se io e la fotografa siamo ammogliati, perché siamo qui e se soffriamo il mal di mare.<br />
A sera,  dopo due giorni di voci maschili, è bello ascoltare le mogli dei pescatori che ci hanno invitato in pizzeria con le loro famiglie. Gli uomini siedono da una parte e le donne dall'altra, come usano tra loro. Ascolto parole di dolore, di attesa e di rassegnazione. Coi mariti in mare da due a quattro settimane per volta e che tornano a casa solo per pochi giorni, il peso della famiglia, dell'educazione dei figli, dei problemi quotidiani, ricade completamente sulle donne. E, quando i consorti vanno in pensione, spesso si trovano a vivere con uno sconosciuto. "<em>Meschina!"</em>, è la risposta di una di loro quando le chiediamo cosa pensa quando guarda il mare. Ma altre prospettive di lavoro non ci sono, a Mazara. O così, o l'emigrazione.<br />
La mattina seguente il clima mite favorisce passeggiate e lunghe chiacchiere nelle piazze, i salotti della città dove ci si dà appuntamento senza specificare troppo l'ora. Là, dove volente o nolente passano tutti, l'incontro è inevitabile e le attese sono fatte di volti, voci, strette di mano e parole.<br />
Nel pomeriggio conosciamo Saverio, una miniera di notizie storiche su Mazara. Riempio fogli di appunti, numeri di telefono, indirizzi, schizzi dei territori di pesca. Mentre ci scambiamo impressioni e informazioni, una telefonata del Capitano: "<em>Malutempu, non si parte!"</em> L'imbarco è rinviato al mattino successivo.<br />
Su consiglio di Saverio ci rechiamo in Comune a conoscere le mogli e le madri del peschereccio mazarese ostaggio di Gheddafi da alcune settimane. Trascorrono lì insieme i giorni e le notti in attesa di una notizia che ancora non arriva e la loro disperazione graffia solo a guardarle.</p>
[caption id="attachment_262" align="aligncenter" width="300" caption="Il meccanico di terra mette a punto il motore del peschereccio Concordia prima della partenza, marzo 2008. Tutti i diritti riservati, Chiara Ceolin. "]<a href="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/files/2008/10/2-mazara08_00237.jpg"><img class="size-medium wp-image-262" title="Reportage pesca a Mazara del Vallo" src="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/files/2008/10/2-mazara08_00237.jpg?w=300" alt="Il meccanico di terra mette a punto il motore del peschereccio Concordia prima della partenza, marzo 2008. Tutti i diritti riservati, Chiara Ceolin. " width="300" height="199" /></a>[/caption]
<p style="text-align:justify;">Alle 7.30, nel condurci al <em>Concordia</em> Scilla Senior, padre di Toni, ci parla della dura crisi che attraversa il settore. L'aumento del prezzo del carburante rende tutto ancora più difficile. "<em>Il mare mi manca, ci ritornerei anche domani"</em>, ripete con nostalgia.<br />
Sul molo la moglie di Alessandro resta seduta in macchina da sola ad attendere la partenza mentre lui tiene a bada le sue emozioni occupandosi delle reti. Chissà quante cose vorrebbero dirsi e tacciono... La loro bambina gioca con lo zio materno, militare in Afghanistan temporaneamente in licenza.<br />
Mentre sistemo i bagagli, dall'oblò vedo Mazara allontanarsi sotto un cielo basso e grigio. Tempo dieci minuti, si mette male e vomito la colazione. Vado ugualmente a scambiare due frasi di circostanza con Francesco, il timoniere, ma una nausea ingovernabile mi richiama in cabina. Resto disteso al buio con la porta chiusa sperando che passi in fretta ma mi ci vorranno due giorni e mezzo prima che il mare mi accetti tra i suoi. Carmelo, il macchinista, di tanto in tanto viene a vedere come sto. Gli odori e i rumori di bordo sono netti e decisi. Il rullio del motore, coi suoi 28000 litri di nafta, non smetterà più.<br />
A intervalli regolari il peschereccio si impenna a causa della <em>cala</em> che, notte e giorno, viene fatta ogni quattro ore: si tirano a bordo le reti, si aprono, si svuotano, si seleziona il pesce e le si rigetta in acqua ad una profondità di 600, 700 metri. Le manovre mi fanno letteralmente saltare sulla cuccetta. Mi addormento e mi risveglio in continuazione. La mia prima notte in mare trascorre senza coscienza di ciò che mi accade intorno.</p>
[caption id="attachment_263" align="aligncenter" width="300" caption="Il marinaio Nicolò lava il ponte del Concordia dopo la pesca, marzo 2008. Tutti i diritti riservati, Chiara Ceolin. "]<a href="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/files/2008/10/3-mazara08_00750.jpg"><img class="size-medium wp-image-263" title="Reportage pesca a Mazara del Vallo" src="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/files/2008/10/3-mazara08_00750.jpg?w=300" alt="Il marinaio Nicolò lava il ponte del Concordia dopo la pesca, marzo 2008. Tutti i diritti riservati, Chiara Ceolin. " width="300" height="200" /></a>[/caption]
<p style="text-align:justify;">Il secondo giorno ancora nausea<em>. </em>A pranzo prendo un po' di pasta, ma a mangiare in piedi coi marinai nel corridoio di passaggio proprio non riesco, così vado a sedermi nella cambusa riservata al Capitano. "<em>Ci sono passato anch'io. Ero debole di stomaco ma ora digerisco anche le pietre",</em> mi rincuora Mimmo<em>. </em>Cerco senza successo di imbastire qualche discorso, se non altro per gratitudine, prima di andare in perlustrazione di quel mondo galleggiante. Pochi minuti, perché, di nuovo, vomito e torno a letto. Nel dormiveglia che mi intontisce sottraendomi al tempo, sento chiamare per la cena. Carmelo ha cucinato delle gallinelle di mare al sugo. L'incoraggiamento generale è caloroso ma il mio solo desiderio è di ritirarmi in cabina. Prima, però, passo dalla sala comando dove il Capitano mi informa che le condizioni meteorologiche stanno peggiorando. Gli uomini dell'equipaggio hanno sguardi preoccupati e silenziosi. La sigaretta sempre in bocca li accomuna. Poi il caffè: appena fatto, riscaldato, prima e dopo i pasti, nei tempi morti, dopo i brevi riposi, per necessità, per non soccombere alla stanchezza, ma anche per noia. Il giorno e la notte si accavallano senza sosta né storia, confusi da rumori e movimenti sempre uguali. Ho l'impressione di aver già visto tutto, compresi i rifiuti immancabilmente impigliati nelle reti: bottiglie di vetro e di plastica, lattine, taniche di nafta e perfino una pattumiera perfettamente conservata. Il mare custodisce immensi tesori e immensi e rifiuti.</p>
[caption id="attachment_265" align="aligncenter" width="300" caption="Il nostromo Francesco al lavoro, marzo 2008. Tutti i diritti riservati, Chiara Ceolin. "]<a href="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/files/2008/10/4-mazara08_011541.jpg"><img class="size-medium wp-image-265" title="4-mazara08_011541" src="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/files/2008/10/4-mazara08_011541.jpg?w=300" alt="Il nostromo Francesco al lavoro, marzo 2008. Tutti i diritti riservati, Chiara Ceolin. " width="300" height="200" /></a>[/caption]
<p style="text-align:justify;">Il terzo giorno la nausea è ancora lì, eppure sento che sto tornando in me e mi alzo col vago sentore che oggi un po' di fame mi verrà. Il cielo è variabile. Assisto alle operazioni di  selezione e scarto del pesce. Nel Canale di Sicilia sono i gamberi e le triglie a farla da padroni. Poi vengono i pesci San Pietro, la rana pescatrice, i merluzzi, i polipi, i calamari, le cicale. Le spatole, altrove ricercatissime, qui non hanno mercato e vengono rigettate in mare per la felicità dei gabbiani e dei delfini che se ne cibano alla grande. Indecifrabili, gli occhi dei pesci morenti e di quelli calpestati dagli stivali dei pescatori. In mare vivere e morire appartengono a un ciclo incessante assai più grande del nostro sguardo e della nostra comprensione.<br />
<em>"Qui abbiamo tutti gli stessi nomi, così, per distinguermi, mi chiamano con quello di mia madre",</em> mi spiega<em> </em>Carmelo, macchinista temporaneamente prestato ai fornelli. Anche il menù<em> </em>di oggi<em> </em>è strettamente siciliano: spaghetti ai calamari, gamberi fritti, carciofi lessi, melanzane grigliate, pane di semola di grano duro, aranci e mandarini.<em> </em>Assaggio un po' di tutto ma il Capitano continua a prendermi in giro perché non sono ancora del tutto di compagnia.</p>
[caption id="attachment_266" align="aligncenter" width="300" caption="La selezione del pescato, marzo 2008. Tutti i diritti riservati, Chiara Ceolin. "]<a href="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/files/2008/10/5-mazara08_01432.jpg"><img class="size-medium wp-image-266" title="5-mazara08_01432" src="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/files/2008/10/5-mazara08_01432.jpg?w=300" alt="La selezione del pescato, marzo 2008. Tutti i diritti riservati, Chiara Ceolin. " width="300" height="200" /></a>[/caption]
<p style="text-align:justify;">Carmelo è felice di averci a bordo.<em> "Qualche anno fa volevo smettere.</em> <em>Nello scafo si era aperta una falla e mi sono salvato per miracolo. Ho iniziato ad avere paura. Volevo andare in pensione ma con 400 euro al mese cosa potevo fare?" </em>Negli occhi dei suoi compagni leggo altre storie che forse mai racconteranno. Domenico, prossimo alla pensione, è al suo ultimo viaggio e si scioglie in ricordi. Ogni membro dell'equipaggio ha avuto il suo battesimo del mare ma nessuno di loro ha veramente scelto di fare il pescatore. Semplicemente, è andata così, non c'era altro. Da come salto sulla panca della cambusa, capisco che il mare si sta ingrossando. Di notte, ancora incubi. Il solito rollio, i soliti rumori di un dormiveglia insonne.<br />
Il quarto giorno partecipo alla cala delle 8. Nonostante il freddo e il vento, il bisogno di parlare è reciproco. "<em>Che giorno è oggi?",</em> mi chiede Alessandro<em>.</em> Ma anche la mia percezione del tempo è alterata. La profezia di Mimmo si è avverata: <em>"Sempre le stesse cose per settimane. Ogni tanto ci  chiediamo l'un l'altro quanti ne abbiamo." </em><br />
Domenico e Franco, instancabili e di poche parole, sembra che parlino una lingua primaria e tribale fatta di suoni puri ma dopo un po' ci si abitua e li si comprende. Corre voce, tra l'equipaggio, di un rientro anticipato a causa del maltempo. A terra qualcuno li aspetta e più di tanto non rischiano.<br />
In sala comando il Capitano improvvisa una lezione di meteorologia e di guida nautica. Prima di una qualsiasi decisione, occorre considerare e interrelare un gran numero di dati: direzione, forza dei venti, clima, rotte, posizioni, carburante residuo. "<em>In mare tutto cambia all'improvviso. Abbiamo sempre con noi due taniche di nafta di riserva", </em>precisa<em>. </em>L'equipaggio non ha stipendi fissi, guadagna in proporzione al pescato, per cui il rientro viene differito più che si può.<br />
Il cielo si annuvola e il vento si fa più forte. Rivado ai volti rassegnati delle donne di Mazara. Sono contento di sapere che sto per incontrarle di nuovo. Inizia a piovere e il freddo aumenta. Resto sdraiato in branda a rimettere ordine a quello che ho vissuto. Verso le 4 Mimmo bussa per annunciarci che il tempo volge al peggio e stiamo tornando. Tra un paio d'ore saremo a terra.</p>
[caption id="attachment_268" align="aligncenter" width="300" caption="Il timoniere Francesco getta in mare gli scarti della pesca, marzo 2008. Tutti i diritti riservati, Chiara Ceolin. "]<a href="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/files/2008/10/6-mazara08_030961.jpg"><img class="size-medium wp-image-268" title="6-mazara08_030961" src="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/files/2008/10/6-mazara08_030961.jpg?w=300" alt="Il timoniere Francesco getta in mare gli scarti della pesca, marzo 2008. Tutti i diritti riservati, Chiara Ceolin. " width="300" height="200" /></a>[/caption]
<p style="text-align:justify;">Il mattino è piovoso. "<em>Dopo tutto questo freddo la prima cosa che farò a casa è un bel bagno caldo!"</em>,<em> </em>giura Alessandro. Penso a sua moglie che forse non lo aspetta ancora, ai suoi due figli, alla serata che trascorrerà in famiglia. Chissà se suo cognato è già ripartito per l'Afghanistan...<br />
Mazara si avvicina lentamente, addormentata come un villaggio bretone sotto una coperta di  nuvole. Mi tocco la barba lunga. L'odore dei vestiti è un melange di frittura di pesce, salsedine, nafta, fumo e sudore.<br />
Prima di posare i piedi a terra, occorre rispettare un rituale. L'armatore fa consegnare all'equipaggio delle brioches fresche per la colazione a bordo e scende a prendere un caffè col Capitano in un bar vicino al molo. Solo in un secondo momento si procede allo scarico del pesce fresco e poi di quello congelato. Una catena umana si passa di mano in mano le scatole confezionate che dalla cella frigorifera a - 40° finiscono sui trasporti diretti in Spagna, nei supermercati del Continente e nei principali ristoranti di Mazara.<br />
Avvertito del nostro rientro, Vito ci raggiunge per invitarci a pranzo. Nei nostri primi passi c'è la cautela di chi ha ancora sotto i piedi uno scafo che beccheggia in alto mare anziché la terra ferma. Ci sentiamo come due sordi dentro una campana percossa dall'esterno.<br />
<em>Ho visto che tremavate dal freddo quando siete sbarcati e mi sono ricordato di quando andavo in mare", </em>dice Vito facendoci accomodare alla sua tavola con la famiglia al completo. "<em>Sono andato in soccorso di un peschereccio che stava affondando... Li ho visti annegare e mi è  presa la paura</em>." Per questo è andato in pensione<em>.</em> "<em>Dentro abbiamo dei dolori che ci teniamo per noi", </em>aggiunge suo genero che ha scelto di fare il panettiere ma che, come molti figli di pescatori, si porta negli occhi lo smarrimento di chi è cresciuto senza padre.</p>
[caption id="attachment_269" align="aligncenter" width="300" caption="Il marinaio Nicolò durante una pausa, marzo 2008. Tutti i diritti riservati, Chiara Ceolin. "]<a href="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/files/2008/10/7-mazara08_03522.jpg"><img class="size-medium wp-image-269" title="7-mazara08_03522" src="http://nulladiessinelinea.wordpress.com/files/2008/10/7-mazara08_03522.jpg?w=300" alt="Il marinaio Nicolò durante una pausa, marzo 2008. Tutti i diritti riservati, Chiara Ceolin. " width="300" height="200" /></a>[/caption]
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;">Il cielo annuncia tempesta. Il dondolio del corpo si dipana in intervalli sempre più lunghi. Dalla finestra della mia stanza scruto il porto col distacco di chi guarda il mondo stando al sicuro. Inizia a piovere forte. Le strade si allagano, la palme si flettono e in giro non c'è anima viva. La notte trascorre in compagnia della tempesta che non è riuscita a raggiungerci sul peschereccio.<br />
Per l'8 marzo la città ha programmato una lunga serie di eventi interessanti ma lontani dalle vicende che abbiamo ascoltato. È il giorno ideale per conoscere Frau Mott, una signora di Heidelberg che vive qui da molti anni e che lavora all'Istituto di Studi Interculturali. Mentre l'attendiamo nella piazza della Cattedrale, Saverio,  uomo che sa leggere le storie che ci precedono, si unisce a noi. "<em>I primi Saraceni sono sbarcati a trecento metri da qui e La Cattedrale è stata costruita su un loro Minareto." </em>Come è possibile<em> </em>che Mazara se lo sia dimenticato?<br />
Anziché invitarci in un bar come qui si usa, Frau Mott ci propone una passeggiata per la Casbah. L'abbiamo ripercorsa in lungo e in largo, ieri, ma dei pregiudizi che ci avevano riferito non abbiamo trovato traccia. Facciamo conoscenza con Mustafa, un venditore ambulante tunisino che parla fluentemente l'italiano e il tedesco. Ci invita a casa sua senza preamboli perché "<em>per conoscere veramente una persona bisogna entrare in casa senza annunciarsi"</em>. Durante il pranzo, la conversazione è pacata e cruda. È un uomo ferito che ha visto infrangersi i propri sogni di integrazione coi mazaresi. "<em>Per dialogare dovremmo almeno conoscere i libri che leggiamo"</em>, dice Mustafa che sta affrontando il Faust in lingua originale. La sconfitta che si porta negli occhi non lascia spazio a grandi speranze per il futuro. Quando ci separiamo, ho un nodo in gola.<br />
S'è fatto tardi. Palme mosse da un vento lieve e luci fioche di un tempo silenzioso e lento incorniciano la Cattedrale di San Salvatore. Il giorno della donna si conclude con malinconia. Ho visto carabinieri a cavallo e mostre di pittura, assistito a manifestazioni di judo, di lotta greco-romana, di scherma maschile e femminile, ma quante storie di donne sono rimaste senza ascolto, anche oggi, a Mazara?</p>
<p style="text-align:justify;">Ultimo mattino e ultimo sguardo al mare. Poi, la campagna verde e mediterranea scorre voluttuosa, con tinte forti e selvagge, dai finestrini dell'auto che ci accompagna a Palermo. All'aeroporto Falcone-Borsellino, parole di scrittori locali e stranieri che impreziosiscono le pareti. Su tutte, alcuni versi di Marina Cvetaeva. Il ritorno è un silenzioso viaggio a ritroso nel cuore di una Sicilia che, forse, non ho ancora visto né capito. Una cosa è certa: sono venuto per cercare storie di mare ma sulla terraferma ho trovato una storia più grande del mare.</p>
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<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff9900;">Le fotografie di questo articolo sono di Chiara Ceolin. <a href="http://www.chiaraceolin.com/fotografie/fishing/fishing.html" target="_blank">Qui</a> potete trovare la photogallery completa.</span></p>
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]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Fiorio o Talmone?]]></title>
<link>http://borboleta3.wordpress.com/?p=175</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 13:57:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>borboleta3</dc:creator>
<guid>http://borboleta3.lt.wordpress.com/2008/10/08/fiorio-o-talmone/</guid>
<description><![CDATA[È come la domanda &#8220;chi è nato prima, l&#8217;uovo o la gallina?&#8221;
Giorno 3. Mio cugino ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>È come la domanda "chi è nato prima, l'uovo o la gallina?"</p>
<p>Giorno 3. Mio cugino mette in dubbio che il gelato da <strong><a href="http://www.romagiatalmone.it/" target="_blank">Talmone</a> </strong>sia migliore che da <a href="http://www.fioriocaffegelateria.com/" target="_blank"><strong>Fiorio</strong></a>. Pensavo di aver già preso il gelato lì...ma allora perché non mi è rimasto impresso nella mente? Poi mi ricordo che avevo preso quello che loro chiamano "granita" (ho sbagliato di grosso!). NB ci sono due posti dove si può trovare la vera granita a TO: <strong>il Siculo</strong> (lascia un po' da desiderare) e il <strong><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/08/03/da-torre-la-sicilia-torino.html" target="_blank">Torre Bar</a></strong> dove le brioche e le granite sono come in Sicilia!</p>
<p>Mi vedo con i cugini di qua, e quelli di là. Incontro un altro cugino sulle scale. Mi ricorda un po' Gioiosa...</p>
<p>Dopo un pranzo abbondante (e una torta alle mele squisita) ci avviamo al centro. Vedo Via Sacchi da lontano (che nostalgia) e torno a Porta Nuova per comprarmi il biglietto per il giorno successivo. Risulta che <a href="http://www.trenitalia.com/trenitalia.html" target="_blank"><strong>Trenitalia</strong></a> mi ha rimborsato dei soldi (con un buono) per un IC che ha portato ritardo (marzo 2007). Ma ci hanno messo più di un anno a mandarmi il rimborso (arriva luglio 2008)! Come sono efficienti! Ma come fanno a metterci così tanto? Gli faccio i miei complimenti per non aver perso il mio reclamo...</p>
<p><a href="http://borboleta3.files.wordpress.com/2008/10/romagiatalmone1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-181" title="romagiatalmone1" src="http://borboleta3.wordpress.com/files/2008/10/romagiatalmone1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="208" /></a>Arriviamo in Piazza Carlo Felice dove c'è un bordello: <strong><a href="http://www.porticidicarta.it/" target="_blank">i Portici di Carta</a></strong>. Ma decido che dobbiamo provare il gelato di Talmone a tutti i costi. Nuotiamo tra il mare di gente per arrivarci e aspettare qualche minuto in coda. Ma vale la pena! Scusate l'espressione, a volte sono poca raffinata...ma quel gelato è come avere un orgasmo in bocca... è come in Sicilia! uguale! E quello da Fiorio si avvicina già parecchio a quello siculo...ma questo è ancora più cremoso e gustoso!</p>
<p><a href="http://borboleta3.files.wordpress.com/2008/10/marrochino1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-178" title="marrochino1" src="http://borboleta3.wordpress.com/files/2008/10/marrochino1.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a>Mio cugino rientra (ha un brutto raffreddore quindi apprezzo ancora di più che sia uscito) e mi vedo con amici in Piazza San Carlo per poi andare al Bar La Stampa. Prendo un <strong>marocchino: </strong>caffè con <strong>nutella </strong>e un po' di latte per chi non lo sa. Perfetto per i golosi non molto fan di caffè. Mi chiedo se ero l'unica a mangiare la nutella direttamente dal barattolo da bambina. Me lo spalmavo anche sulle labbra come il rossetto. Ho anche trovato una ricetta <strong><a href="http://gold.libero.it/3SocieInAffitto/5529368.html" target="_blank">qui</a> </strong>per il gelato alla nutella senza gelatiera...che fame...</p>
<p><a href="http://borboleta3.files.wordpress.com/2008/10/fiorio1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-184" title="fiorio1" src="http://borboleta3.wordpress.com/files/2008/10/fiorio1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a>Facciamo l'aperitivo in via Po (lo ammetto, è vergognoso, ma è la prima volta che lo faccio). Mangiamo abbastanza bene (ho il piatto strapieno) ma gli arancini non sono né arancioni né commestibili: sono duri come una pietra. E beviamo. E ridiamo. Poi, come se non avessi già peccato di gola abbastanza, facciamo un salto da Fiorio. C'è sempre posto per un altro gelato...</p>
<p>Rientro e passo da un mio cugino per un compleanno. Guardano <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=47272" target="_blank">Lo spaccacuori</a>. Purtroppo non è il mio genere di film. Ma mi fa piacere vedere che piaccia agli altri (più o meno). Dovrei fare attenzione...non faccio altro che ostruire le mie arterie...ma arriva la torta, una specie di semifreddo/mousse al cioccolato e alla fragola: <a href="http://borboleta3.files.wordpress.com/2008/10/dscf4050.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-187" title="dscf4050" src="http://borboleta3.wordpress.com/files/2008/10/dscf4050.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align:center;">squisita</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vittorio Sgarbi propone a Gheddafi l' annessione della Sicilia alla Libia, ma è solo una battuta.]]></title>
<link>http://diarioelettorale.wordpress.com/?p=466</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 10:30:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>diarioelettorale</dc:creator>
<guid>http://diarioelettorale.lt.wordpress.com/2008/10/08/vittorio-sgarbi-propone-a-gheddafi-l-annessione-della-sicilia-alla-libia-ma-e-solo-una-battuta/</guid>
<description><![CDATA[Leggiamo sul Corriere.it di una Cerimonia per onorare gli &#8220;amici italiani&#8221; svoltasi a Tr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Leggiamo sul <a href="http://www.corriere.it/esteri/08_ottobre_08/gheddafi_amici_italiani_cf7b0b3e-9501-11dd-a444-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano">Corriere.it</a> di una Cerimonia per onorare gli "amici italiani" svoltasi a <strong>Tripoli (Libia)</strong> forse ieri, alla presenza del <strong>Colonnello Gheddafi</strong> e di una folta schiera di politici italiani.</p>
<p>Dice il "Corriere" sulle tre ore di cerimonia:</p>
<p>"L'elenco dei premiati è lungo e trasversale, in cima la triade degli ex Dc che la Libia considera più amici: «<strong>Gheddafi è l'unico leader democristiano del mondo arabo</strong> — dice Sgarbi —, <strong>per questo si intendono alla perfezione</strong>». E aggiunge: «<strong>Colonnello, lei è come Berlusconi e Bossi, proprio come loro </strong>». Gheddafi ride, gli altri un po' meno. Non manca — quasi — nessuno di mezzo secolo di amicizie: i politici venuti fin qui, da Guido Folloni al <strong>critico d'arte oggi sindaco di Salemi (che dieci anni fa violò con Niki Grauso e due Cessna l'embargo aereo)</strong>, ma anche gli assenti Massimo D'Alema (a rappresentarlo Nicola Latorre) e Romano Prodi, l'ex direttore del manifesto Valentino Parlato (che visse in Libia fino ai vent'anni e finché non fu cacciato dagli inglesi, «pericoloso comunista»), Angelo Del Boca... Una fascia verde per ciascuno, con una costante di tutte le motivazioni: «È stata una grande vittoria per il popolo libico, finalmente l'Italia ha chiesto scusa di tanti martirii e soprusi»."</p>
<p>Nella Jamahiriya quello che era "Il Giorno dell'Odio antitaliano" è stato ora proclamato "Il Giorno della Lealtà", e sempre il <a href="http://www.corriere.it">Corriere.it</a> dice che:</p>
<p>"L'incontro con Gheddafi è a sera, nell'attesa del deserto: Andreotti, Dini, Pisanu, di verde fasciati, sul divano, <strong>Sgarbi accovacciato alla bell'e meglio sul bracciolo</strong>."</p>
<p>Ed infine l'invito al Colonnello per una visita in Italia:</p>
<p>"saremmo lieti di averla ospite in Italia. Una visita che era in programma, ai tempi di Sarkozy, e saltò proprio per questa faccenda delle scuse... L'aggancio è fatto, il Colonnello ci sta. E a rovinare le cose non basta la trovata finale di <strong>Sgarbi, che illustra a Gheddafi le meraviglie di un'intesa con la siciliana Salemi e propone di rispondere a Bossi annettendo la Trinacria alla Libia intera</strong>. Le scuse ormai sono fatte. Adesso, avanti con gli affari. Si comincia dai gadget: <strong>quando la delegazione sbarca a Roma, ed è notte, ci sono chili di pesce fresco e quintalate di datteri per tutti</strong>. Gentile omaggio del nuovo amico."</p>
<p><strong>Nel frattempo, accordo con Berlusconi o meno, continua il dramma di centinaia di poveri cristi che vengono quotidianamente imbarcati nei porti libici e lanciati come proiettili umani, al posto dei missili dal cinico colonnello</strong>.</p>
<p>L'articolo del Corriere, niente ci dice di una qualche <strong>perorazione della causa</strong>, o di un qualche <strong>grido di dolore</strong> lanciato da parte anche di uno solo degli illustri ospiti <strong>in favore  di quei poveri cristi</strong>, e si che in mezzo alla compagnia c'erano <strong>fior di cristian</strong>i, ed anche <strong>qualche sedicente rivoluzionario</strong>.</p>
<p>Forse avevano la bocca impegnata.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Ricercatori in mutande]]></title>
<link>http://baobab1.wordpress.com/?p=49</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 07:23:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>baobab1</dc:creator>
<guid>http://baobab1.lt.wordpress.com/2008/10/08/ricercatori-in-mutande/</guid>
<description><![CDATA[Ricercatori in mutande in vendita su e-Bay

Ricercatori usato sicuro vendonsi. Per protestare contro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:18pt;line-height:115%;"><span style="font-family:Calibri;">Ricercatori in mutande in vendita su e-Bay</span></span></p>
<p><span style="font-size:18pt;line-height:115%;"><span style="font-family:Calibri;"></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0 0 10pt;" align="left"><span style="font-size:14pt;line-height:115%;" lang="EN-US">Ricercatori usato sicuro vendonsi</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;" lang="EN-US">. Per protestare contro i tagli del governo al settore e soprattutto contro il disegno di legge anti-stabilizzazioni del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, </span><span style="font-size:14pt;line-height:115%;" lang="EN-US">sette ricercatori dell´Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Palermo</span><span style="font-size:12pt;line-height:115%;" lang="EN-US"> hanno deciso di mettersi in vendita su Internet. Uno accanto all´altro, i sette sono coperti solo dai cartelli che compongono la parola "vendesi".  <a href="http://palermo.repubblica.it/dettaglio/Ricercatori-in-mutande-in-vendita-su-e-Bay/1522541">(leggi tutto)</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0 0 10pt;" align="left"> </p>
<p></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I texani trivellano la sicilia]]></title>
<link>http://federazione.wordpress.com/?p=237</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 07:05:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>ginwal</dc:creator>
<guid>http://federazione.lt.wordpress.com/2008/10/08/i-texani-trivellano-la-sicilia/</guid>
<description><![CDATA[Da anni i cittadini lottano per evitare le trivellazioni in Val di Noto.
Proviamo a fare il punto de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border:5px solid black;margin:10px;" src="http://www.lafalco.it/cms/uploads/images/macchine/attrezzi/trivella_lf.jpg" alt="" width="200" height="300" />Da anni i cittadini lottano per evitare le trivellazioni in Val di Noto.</p>
<p>Proviamo a fare il punto della situazione.</p>
<p><a href="http://ginwal.wordpress.com/2008/10/08/i-texani-trivellano-la-sicilia/">Leggi l'articolo</a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Puoi votare, commentare e leggere altre opinioni anche su:</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.diggita.it/story.php?title=I_texani_trivellano_la_sicilia"><img src="http://federazione.files.wordpress.com/2008/09/diggita.jpg?w=70&#38;h=31&#38;h=31" alt="" width="70" height="31" /></a> <a href="http://oknotizie.alice.it/info/40f14049119841ad/i_texani_trivellano_la_sicilia._il_punto_sulla_val_di_noto.html"><img src="http://oknotizie.alice.it/images/logo.gif" alt="" width="80" height="31" /></a> <a href="http://www.wikio.it/webinfo?id=73964176"><img src="http://www.thealarmclock.com/euro/images/wikio.png" alt="" width="70" height="31" /></a> <a href="http://ziczac.it/a/notizia/texani-trivellano-sicilia/"><img src="http://ziczac.it/a/logo.png" alt="" width="70" height="31" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Rimani aggiornati usando i <a href="../feed/">FEED</a></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><a href="../feed/"><img class="aligncenter" src="http://federazione.files.wordpress.com/2008/10/feedjpg.gif?w=40&#38;h=43&#38;h=43" alt="" width="40" height="43" /></a></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Siamo stati segnalati anche da:</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a title="Notizie, immagini e video dai blog italiani su Liquida" href="http://www.liquida.it/federazione-wordpress-com/"><img src="http://www.liquida.it/img/scudetti/liquida80.gif" border="0" alt="" width="82" height="34" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I TEXANI TRIVELLANO LA SICILIA]]></title>
<link>http://ginwal.wordpress.com/?p=269</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 07:00:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>ginwal</dc:creator>
<guid>http://ginwal.lt.wordpress.com/2008/10/08/i-texani-trivellano-la-sicilia/</guid>
<description><![CDATA[Il paradiso terrestre immortalato in queste immagini si chiama Vendicari, è una riserva naturale s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin:10px;" src="http://www.oasiavendicari.it/vendicari_02.jpg" alt="" width="306" height="284" />Il <strong>paradiso terrestre</strong> immortalato in queste immagini si chiama<strong> Vendicari</strong>, è una riserva naturale sita nella provincia di Siracusa, precisamente tra <strong>Noto e Marzamemi</strong>. Le immagini parlano da sole, è un meraviglioso squarcio di macchia mediterranea, luogo di sosta durante la migrazione, per centinaia di specie di uccelli.  <a href="http://www.oasivendicari.net/index.html">www.oasivendicari.net</a> </p>
<p>Ebbene anche questa meraviglia è tra quelle che rischia di essere <strong>devastata dalle trivellazioni</strong> dalla società texana <strong>Panther oil</strong>, incaricata di ricercare giacimenti di gas, per conto della regione sicilia.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin:10px;" src="http://www.siciliaorientale.com/files/images/Immagine-013.jpg" alt="" width="223" height="297" />Dal sito <a href="http://www.panthereureka.com/Eureka.htm">www.panthereureka.com</a>: il sottosuolo della Sicilia,<span lang="it"> dal punto di vista geologico è sicuramente molto interessante per quanto riguarda i giacimenti di Gas che dovrebbero essere intrappolati nelle formazioni Streppenosa e Noto. Gli ideatori del  progetto Eureka, dopo vari, attenti e lunghi studi sui vecchi pozzi abbandonati nel passato dall’Agip ed altri operatori, hanno<strong> ipotizzato</strong> la teoria della trappola stratigrafica. In breve il concetto è semplice, c’è una alta </span><span lang="it">possibilità che il Gas nel sottosuolo del Ragusano, si sia intrappolato in una roccia impermeabile (argillosa) che si rastrema a becco di flauto tutto attorno alla zona alta di Monte Lauro. </span><span lang="it"> Il progetto, prevede<strong> inizialmente</strong>, la perforazione dei pozzi nuovi proprio vicino a quelli esistenti, dove era stato rinvenuto Gas e che sono stati abbandonati in passato perché non era economicamente interessante lo sfruttamento della risorsa. </span></p>
<p><img class="alignright" style="margin:10px;" src="http://www.siciliaorientale.com/files/images/Immagine-021.jpg" alt="" width="254" height="339" />Il problema è che questi eventuali nuovi pozzi non si trovano in aride zone di deserto; la Panther oil ha intenzione di perforare una zona riconosciuta <strong>patrimonio dell'umanità</strong> dall'UNESCO: il <strong>Val di Noto</strong> (<a href="http://whc.unesco.org/en/list/1024">qui</a>).</p>
<p>La battaglia per evitare il disastro ormai va avanti da anni. Come al solito i <strong>cittadini </strong>sono in prima linea nella difesa delle loro terre e hanno formato un comitato contro le trivellazioni in sicilia <a href="http://www.notriv.it/dblog/default.asp">www.notriv.it</a></p>
<p>Nel 2007 Repubblica aveva pubblicato un articolo di <strong>Andrea Camilleri</strong> nel quale lo scrittore siciliano chiedeva la revoca in modo irreversibile delle concessioni e lo stop di quel "balletto tutto italiano fatto di ricorsi all'ineffabile Tar, rigetti, annullamenti, rinnovi, sospensioni temporanee, voti segreti, vizi di forma"(<a href="http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/val_di_noto/">qui</a>).</p>
<p>In seguito all'appello di Camilleri,<strong> Cuffaro</strong> dichiara che  «C' è una lettera ufficiale dalla Panther che ci comunica di <strong>rinunciare ai permessi</strong> di trivellazione, non solo in tutto il territorio del Val di Noto dichiarato patrimonio Unesco, ma anche nelle cosiddette buffer zone e in altri siti che abbiamo richiesto vengano rispettati». (<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2007/giugno/16/Val_Noto_texani_rinunciano_trivellare_co_9_070616052.shtml">qui</a>)</p>
<p><img class="alignleft" style="margin:10px;" src="http://pallaroni-pavia.blogautore.repubblica.it/files/2007/07/vendicari1.jpg" alt="" width="307" height="230" />Si canta vittoria, ma è un <strong>bluff</strong>. La società in realtà rinuncia alle trivellazioni in un area di <strong>86 km </strong>quadrati su una superficie complessiva destinata alle ricerche petrolifere di <strong>746 chilometri quadri</strong>. Un'inezia.</p>
<p>Da allora ad oggi abbiamo assistito proprio ai logoranti ricorsi e controricorsi di cui parlava Camilleri.</p>
<p>Ad esempio il Tar di Palermo accoglie il ricorso che consente alla Panther di scavare il pozzo di esplorazione tra Noto e Rosolini, in contrada <strong>Zisola-Portelli</strong>, <strong>senza la valutazione di impatto ambientale </strong>semplicemente per un ritardo nella richiesta (<a href="http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/noto-trivellazioni/noto-trivellazioni/noto-trivellazioni.html">qui</a>).</p>
<p>Notizia di questi giorni che il comune di <strong>Vittoria</strong> ha ottenuto la sospensione delle trivellazioni, ma sarà costretto a pagare una polizza assicurativa per far fronte, fino alla cifra di <strong>tre milioni di euro</strong>, al risarcimento dei danni in favore della Panther, qualora dal contenzioso in corso dovesse emergere l'infondatezza dei rischi di inquinamento paventati dal Comune (<a href="http://www.siciliainformazioni.com/giornale/ambiente/28532/trivellazioni-provincia-ragusa-respinto-ricorso-della-panther.htm">qui</a>).</p>
<p>Adesso l'attenzione si sposta su Vendicari. Le trivellazioni possono compromettere il delicatissimo <strong>equilibrio idrico</strong> superficiale e sotterraneo, alterando gli importantissimi corsi d’acqua che permettono di sopravvivere e di ospitare centinaia di specie di uccelli migratori e nidificanti.</p>
<p> </p>
<p>Un doveroso ringraziamento va a Luca, poliedrico artista netino, autore del celebre "Poseidon".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sicilia, una notizia buona ed una cattiva ]]></title>
<link>http://diarioelettorale.wordpress.com/?p=464</link>
<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 05:35:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>diarioelettorale</dc:creator>
<guid>http://diarioelettorale.lt.wordpress.com/2008/10/08/sicilia-una-notizia-buona-ed-una-cattiva/</guid>
<description><![CDATA[Quella buona è che il governo regionale intende porre mano in qualche modo ai privilegi di cui hann]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Quella buona è che <strong>il governo regionale</strong> intende <strong>porre mano</strong> in qualche modo <strong>ai privilegi</strong> di cui hanno goduto i politici di "<strong>fascia bassa</strong>", quelli sul teritorio, quelli per intenderci che si occupano di di comuni e province.<br />
Fra le norme previste dal <strong>disegno di legge</strong> approvato dalla giunta guidata dal <strong>presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo</strong>, ci sono la riduzione del numero degli assessorati nei Comuni e nelle Province, taglio alle indennità aggiuntive per sindaci e presidenti, gettoni di presenza al posto di stipendi fissi per i consiglieri. Non è finita, c’è anche l’addio all'aspettativa retribuita per gli eletti nei consigli e niente più retribuzione per i consiglieri nelle circoscrizioni dei comuni non capoluogo, stop al cumulo per sindaci e presidenti di Provincia col doppio incarico di deputato e ai permessi per i consiglieri-dipendenti che non potranno più andare in aspettativa con contributi a carico dell'ente.<br />
I consiglieri percepiranno un gettone al posto dello stipendio: a Palermo sarà di 126 euro, con un tetto massimo mensile (intorno a 1.900 euro, oggi è fino a 2.500 euro<br />
I comuni sopra i 500 mila abitanti potranno avere al massimo 12 assessorati, 7 e non più 10 quelli con meno di 100 mila abitanti.<br />
Taglio alle indennità aggiuntive per sindaci e presidenti.</p>
<p><strong>Quella cattiva</strong> è che per intanto <strong>in Sicilia non cambia niente,</strong> infatti a <strong>Catania</strong>, comune al dissesto finanziario in cui nessuno ha pagato e nessuno sembra dover pagare per il modo disinvolto con cui sono state gestite le casse comunali, sembra che tutto debba reiterarsi infatti a detta di Roberto Fiore, di Forza Nuova sarebbe di: " '<strong>settecentocinquanta</strong>' <strong>euro al giorno</strong>: lo stipendio del nuovo direttore generale <strong>Maurizio Lanza</strong>".</p>
<p>E la notizia viene confermata, in forma dubitativa, anche dall'ex sindaco Enzo Bianco e da sette consiglieri comunali del Pd al Comune di Catania I quali hanno presentato un'interrogazione al sindaco Raffaele Stancanelli "sulla spesa sostenuta dall'amministrazione comunale per il conferimento dell'incarico di direttore generale del Comune <strong>a Maurizio Lanza</strong> e sulla spesa per la nomina di consulenti": "Apprendiamo dai giornali che a Lanza, dal 1 ottobre 2008 - si legge nell'atto ispettivo - <strong>è stato attribuito un compenso lordo per il trimestre ottobre-novembre-dicembre pari a 66 mila 855 euro</strong>, e che l'attuale amministrazione dal luglio scorso avrebbe conferito <strong>incarichi esterni per dirigenti, consulenti ed esperti del sindaco</strong> il cui costo lordo, calcolato su base annua supera i <strong>750 mila euro</strong>".</p>
<p>Ed il segretario provinciale etneo del Pd, Luca Spataro rincara la dose "Mentre si chiedono sacrifici alla città, mentre poveri padri di famiglia attendono lo stipendio da mesi, mentre la città è sporca, al buio, insicura, con i vigili urbani che non hanno le risorse per mettere la benzina nelle auto di servizio e la città è al crack finanziario, <strong>il sindaco Raffaele Stancanelli destina 270 mila euro l'anno per il compenso del direttore generale e altre centinaia di migliaia di euro per consulenze</strong>" .</p>
<p>Ed infine il consigliere del Pd al Comune, Saro D'Agata che ha presentato un'interogazione : "<strong>il sindaco nei giorni scorsi ha proceduto a nominare un nuovo direttore generale, per il quale il Comune dovrebbe sobbarcarsi circa 22.285 euro mensili, comprensivi di oneri riflessi</strong>, in aperto contrasto con il rigore nella spesa".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Erice: City in the sky]]></title>
<link>http://foreveritaly.wordpress.com/?p=9</link>
<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 19:30:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>dercof</dc:creator>
<guid>http://foreveritaly.lt.wordpress.com/2008/10/07/erice-city-in-the-sky/</guid>
<description><![CDATA[Erice sits atop a mountain (aprx 750 metres above sea level) overlooking nearby Trapani and the beac]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span><span style="font-family:arial,verdana,helvetica,geneva,sans-serif;">Erice sits atop a mountain (aprx 750 metres above sea level) overlooking nearby Trapani and the beaches of  San Vito Lo Capo. Ancient Elymian and Phoenician walls surround the northeastern side of the city, and two castles, Pepoli Castle and nearby Venus Castle. Erice offers charming old stone streets and several medieval churches. The view from the castle towers is stupendous. Though both castles have been modified somewhat over the centuries, they still have that distinctively medieval character one expects of such fortresses. (Pepoli Castle is now a hotel.)</span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fermo incoerente]]></title>
<link>http://unangolodipace.wordpress.com/?p=183</link>
<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 12:00:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>psychemax</dc:creator>
<guid>http://unangolodipace.lt.wordpress.com/2008/10/07/fermo-incoerente/</guid>
<description><![CDATA[Certe volte il cervello smette di funzionare. È terribile, tremendo, è spettacolare. Quando il cer]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Certe volte il cervello smette di funzionare. È terribile, tremendo, è spettacolare. Quando il cervello si scollega e si fa quello che si sente il bisogno di fare, è grandioso. L'ho già detto ormai la settimana scorsa... cosa succederà, ora?</p>
<p style="text-align:right;"><!--more--></p>
<p>Cioè, il futuro è arrivato, oggi è il domani di ieri, e intanto i miei dubbi su cosa sarebbe successo, su come sarebbe andata, sul mio "futuro", restano tutti qua. Dopo ieri, quella giornata di merda di ieri, non so cosa mi attende. Chissà, forse sono fortunato, ed arriva una botta di allegria (tipo un 66 €, tondi tondi? accompagnati dalla disponibilità di varie persone?) accompagnata dalla felicità pura?<br />
Oppure forse succede il contrario?<br />
O forse quello che accade accade, io non cambio?<br />
Forse è così.<br />
Come va va, tanto io resto così. Fermo, nelle convinzioni, fermo e immobile nelle mie idee. Fermo come le mie emozioni, fermo come i miei sentimenti.<br />
Fermo.<br />
E basta.</p>
<p>Fermo, convinto ancora che c'è chi vale più di me, per certi ruoli, per certi fortuiti casi della vita.<br />
Fermo, convinto che certi giorni, come ieri, me le merito le lacrime.<br />
Fermo, convinto che certe volte dovrei crescere, e lasciar andare via certi sogni.<br />
Fermo, convinto che poi quella di sopra è una minchiata di quelle assurde.<br />
Fermo, perché i miei sogni nessuno me li toglie.<br />
Fermo, perché il mio sogno, <strong>è lontano ma</strong> c'è, <strong>esiste</strong>.<br />
Fermo, perché di quel sogno, ogni tanto posso averne un assaggio.<br />
Fermo, perché quel sogno l'ho assaggiato, e m'ha lasciato impietrito, intontito per la sua bellezza.<br />
Fermo, <strong>perché non c'è niente di meglio al mondo</strong>.</p>
<p>Però... sarà anche che cambia il mondo ed io non cambio, però certe cose... certe cose vanno fatte. Certi cambiamenti vanno fatti. Certe idee vanno mitigate. Certe convinzioni andrebbero lasciate coerenti con se stessi. Non come faccio io. Giusto?<br />
...<br />
Però assaggiare il sapore del cielo, del paradiso, anche se <strong>per troppo poco</strong> (come sarà sempre, fino a... ) è stato... Indescrivibile, infinitamente stupendo, meraviglioso, unico, grandioso, meraviglioso, spettacolare. E nessuna di queste parole potrà mai rendere l'idea, né presa da sola, né se si tengono in conto le altre. Niente potrà mai spiegare quale sia stata la sensazione... Indescrivibile, e neanche rende l'idea.<br />
Dovrei riprovare più e più volte, per trovare il modo adatto di spiegarlo. =P =P =P<br />
Dovrei avere la possibilità di capire come si definisce qualcosa di inaspettato e non inaspettatamente perfetto.<br />
... Nessun sogno è stato coronato in modo migliore. Inaspettato e stupendo.<br />
E chissà che la vita non ci riservi questo. Inaspettata felicità a momenti.<br />
Se questo servisse a far felice <strong>chi dico io</strong>, allora mi basterebbe.<br />
Se questo bastasse a donarti costantemente la felicità come tu la conosci, allora non mi basterebbe, ma sarebbe l'obbiettivo della mia vita.</p>
<p>Se bastasse qualsiasi gesto, per farti così felice come vorrei, lo farei ora, senza indugi, senza attese. Lo farei, fottendomene del mondo intero. Se servisse, farei ogni cosa.</p>
<p>È questo, ciò per cui sono fatto.<br />
"<em>That's what I've been made for</em>" diceva qualcuno in qualche canzone.<br />
...</p>
<p>"Un Bel Dì Vedremo".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ricordando Adolfo Parmaliana]]></title>
<link>http://eftorsello.wordpress.com/?p=1296</link>
<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 22:09:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<guid>http://eftorsello.lt.wordpress.com/2008/10/07/ricordando-adolfo-parmaliana/</guid>
<description><![CDATA[Adolfo Parmaliana
Il nome di Adolfo Parmaliana,  50 anni, docente di chimica all’Università di Me]]></description>
<content:encoded><![CDATA[[caption id="" align="aligncenter" width="100" caption="Adolfo Parmaliana"]<img title="Adolfo Parmaliana" src="http://www.imgpress.it/Immagini/pers_170.jpg" alt="Adolfo Parmaliana" width="100" height="100" />[/caption]
<p><strong>Il nome di Adolfo Parmaliana,  50 anni, docente di chimica all’Università di Messina</strong>, non lo conosceva nessuno o quasi in Italia. Eppure nel comune di Terme Vigliatore, nel messinese, la sua voce e la sua determinazione l’avevano conosciuta in molti. Proprio grazie a Parmaliana, infatti, la giunta municipale venne sciolta per infiltrazioni mafiose nel 2005 e subito dopo partì il processo. A dire il vero ce ne furono due. Un procedimento giudiziario - per assurdo - riguardò lo stesso Parmaliana, accusato di diffamazione e rinviato a giudizio pochi giorni fa. Al colpo Parmaliana non ha retto. E si è suicidato il 3 ottobre scorso lanciandosi da un cavalcavia. Sul sedile della sua auto un biglietto che rimandava ad un dossier, consegnato poco prima nelle mani del fratello del suo avvocato, con nomi e cognomi di boss e di giudici che, a giudizio di Parmaliana, avrebbero rallentato processi e sentenze. La procura di Patti indaga.</p>
<p>E vi ricordate anche Rita Atria? La pentita che visse sotto l’ombra del giudice Paolo Borsellino? Si suicidò una settimana dopo la strage di via D’Amelio. Aveva forse compreso di essere stata lasciata sola dallo Stato.</p>
<p>Il fratello di Parmaliana, Biagio, ha spiegato con queste parole la vicenda: «Le sue battaglie davano fastidio a pezzi di Stato e magistratura, diceva di sentirsi vittima di ritorsioni da parte di questi uffici. Ritorsione diventata manifesta col rinvio a giudizio per diffamazione. L’ha vissuto - conclude - come la rappresaglia di un sistema deviato che domina nella zona e che lui ha pensato di sconfiggere sacrificando la vita». La sconfitta è però non della magistratura ma di uno Stato che lascia spesso soli i testimoni e quanti trovano il coraggio di denunciare le collusioni con la mafia. E pensare che a Terme Vigliatore non c’è nemmeno un commissariato dei Carabinieri. I cinque militari dell’arma dedicati al paese, alloggiano a 15 chilometri, nella caserma di Furnari.</p>
<p><strong>EF</strong></p>
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<title><![CDATA[36 la sfida: svelato l'arcano, però...]]></title>
<link>http://paolopappalardo.wordpress.com/?p=43</link>
<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 10:00:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>paolopappalardo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Questa estate girava in rete questo viral video che ha destato l&#8217;attenzione dei principali bl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/TE_ERqSGNUg'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/TE_ERqSGNUg&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Questa estate girava in rete questo <strong>viral video</strong> che ha destato l'attenzione dei principali blogger che si occupano di pubblicità e marketing non-conv. Io, seppure non ne abbia parlato sul blog, ne sono venuto a conoscenza abbastanza presto grazie all'azione di un seeder su <a href="http://www.soqquadro.org/forum/topic.asp?TOPIC_ID=17561">soqquadro.org</a>, un forum studentesco della mia facoltà.</p>
<p>Fu chiaro sin dall'inizio che si trattava di un <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teaser_(pubblicit%C3%A0)">teaser</a> </strong>e che il 6 settembre sarebbe successo qualcosa che aveva a che fare col calcio. <!--more--></p>
<p>Il blog dell'iniziativa (<a href="http://36lasfida.wordpress.com/">36lasfida.wordpress.com)</a> svelava qualche indizio di tanto in tanto. In poche settimane diversi altri blog postavano il video e gli utenti commentavano formulando le più disparate ipotesi. Poi da un indizio, una mappa pubblicata sul blog ufficiale, il mio amico <a href="http://www.terronista.com">Terronista</a> arriva a capire che in qualche modo <strong>c'entra la città di Catania</strong>. Niente più trapela. Tutti i curiosi attendono il 6 settembre trepidanti. L'azione del teaser, da questo punto di vista, è stata senz'altro efficace.</p>
<p>Io nel frattempo, da pessimo reporter, avendo già bucato lo scoop, continuo a non scrivere nulla convinto che ciò che sarebbe successo il 6 settembre sarebbe stato così eclatante (vista l'enfasi del teaser) da giungermi all'orecchio senza troppo indagare.</p>
<p>Dopo un mese dall'attesissima data, annunciata dal video quasi come i profeti hanno annunciato l'apocalisse, l'eco non mi è ancora arrivata. <strong>Che è successo il 6 settembre?</strong> Vado sul blog ufficiale e non trovo nulla: l'ultimo aggiornamento risale a luglio. Cerco su Google e non trovo nulla. Allora ritorno sul blog ufficiale, convinto di non aver controllato bene. E' impossibile che lì non ci sia nulla. Poi mi rassegno e vado a leggermi i commenti al post di <a href="http://spotanatomy.libero.it/index.php/2008/calcio-un-teaser-per-il-6-settembre">spotanatomy</a> in cui se ne parlava. Ecco. Ci siamo. Un link. Tenetevi forte. Siiii, <strong>svelato l'arcano: "Trofeo Maria SS. degli Ammalati" di Misterbianco. </strong>:-(</p>
<p>L'entusiasmo per la scoperta passa abbastanza presto. Forse nemmeno arriva. Ma cavolo!!! Io mi aspettavo qualcosa di epocale, e invece? <strong>Un torneo di calcetto che dura 36 ore</strong> è la soluzione all'enigma!! E che nome conservatore che ha questo torneo!!</p>
<p>Il <a href="http://www.36ore.it/">sito dell'evento</a> è palesemente home made, e questo mi fa capire che la comunicazione non è stata curata da un'agenzia bensì da uno staff di marketers amatoriali curiosi di sperimentare le tecniche unconventional. Niente male come primo esperimento.</p>
<p>Tuttavia, se mi è permesso dare un giudizio più critico - e visto che questo è il mio blog mi è permesso farlo :-) - direi che <strong>il teaser ha fatto parlare di sè nei posti meno utili</strong>, cioè su blog non catanesi frequentati perlopiù da non calciatori/calciofili. Inoltre <strong>non è stato abbastanza "notiziabile"</strong>: non ne hanno parlato gli old media e la curiosità non è mai andata in mainstream. E poi devo dire che con tutta quell'enfasi si sono gonfiate un pò troppo le aspettative e, personalmente, sono rimasto molto deluso dalla soluzione. Ma il problema non è tanto la delusione: ciò che conta è creare la curiosità e conseguentemente la conoscenza del prodotto (in questo caso: 36 ore di torneo a Misterbianco il 6 settembre), che nella migliore delle ipotesi porterà all'acquisto di prova (iscrizione o presenza come pubblico). Ma poichè si trattava di un evento durato 3 giorni, e di cui sto venendo a conoscenza un mese dopo, direi che è un pò tardi per iscrivermi o per andare a fare il tifo. Quindi gli sforzi per destare curiosità non servono a nulla se poi non si svela il mistero qualche giorno prima dell'evento, in modo che qualcuno possa andarci. Anche perchè, pensandoci bene, nessuno degli iscritti al torneo ha partecipato alle discussioni in rete, e nessuno degli spettatori era lì perchè aveva letto qualcosa su un blog. <strong>La promozione veramente efficace è avvenuta offline. </strong></p>
<p>Io avrei subito fatto presa sui catanesi dicendo, già nel video, che il 6 settembre sarebbe successo qualcosa proprio a Catania. Così avrei creato <strong>un buzz più localizzato e interessato</strong>: quando c'è di mezzo la propria città la gente drizza le orecchie e si consulta con gli amici (cioè fa il passaparola). Come secondo indizio avrei parlato del calcio, per alimentare l'interesse dei calciofili senza far scemare quello dei catanesi non calciofili. E naturalmente, verso il 10 di agosto, mi sarei avvicinato molto alla soluzione per permettere a qualcuno di trovarla...e di parlarne sotto l'ombrellone!</p>
<p>E il "follow up" - chiamiamolo così - della comunicazione dell'evento? Ne vogliamo parlare? Cioè: chi non si trovava lì il 6 settembre doveva rimanere curioso per tutta la vita? Si progetta una campagna virale e non si danno più info dopo l'evento? <strong>Avrebbero potuto/dovuto almeno aggiornare il loro blog. </strong>Specialmente se si prevede di organizzare una seconda edizione dell'evento, un'azione di relazioni pubbliche è necessaria per dare la giusta immagine e rilevanza a quello che si è appena concluso.</p>
<p>Alla fine, comunque, sono molto contento che a Catania qualcosa si muova nell'ambito del non-conv. Praticamente col <a href="http://www.youtube.com/watch?v=YVrlddZKZvw">mio video per la 500</a>, adesso ci sono due viral video made in Catania. E' un inizio. Spero che gli <a href="http://ouryourmarketing.blogspot.com/">autori di questa campagna</a> prendano utili spunti dal mio post per progettare la prossima. Ehi chiamatemi se dovessi esservi utile!! ;-)</p>
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<title><![CDATA[Il businness della paura]]></title>
<link>http://ilmareintempesta.wordpress.com/?p=73</link>
<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 09:35:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmareintempesta</dc:creator>
<guid>http://ilmareintempesta.lt.wordpress.com/2008/10/06/73/</guid>
<description><![CDATA[Hanno paura!
Paura degli immigrati comunitari o extracomunitari che siano, immigrati che chiamano in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno paura!</p>
<p>Paura degli immigrati comunitari o extracomunitari che siano, immigrati che chiamano indistintamente clandestini.</p>
<p>Paura di quegli uomini e donne, a volte bambini, che affrontano un viaggio lungo e pericoloso ammassati in quelle "carrette" che a volte affondano.</p>
<p>Viaggi al cui costo elevatissimo dovrebbe corrispondere un trattamento di prima classe, ed invece li trovi dentro ammassati, affamati, assetati: trattati come carne da macello!</p>
<p>Ma i politici italiani si svegliano solo adesso e come subito dopo un brutto sogno: hanno paura ! E continuano affermando che: il popolo italiano ha paura.</p>
<p>Una paura indistinta, si fa di tutta un'erba un "fascio", chi parla di paura forse ha solo questo in mente!</p>
<p>Ma attenzione a non fare della paura paranoia che porterebbe a ben più tragici avvenimenti come accadde non molto tempo fa.</p>
<p>Sicuramente è più facile la chiacchera da salotto e magari avere per qualche tempo le prime pagine dei giornali, quando si combattono le emergenze ma poi i nostri cari governanti vogliono davvero sdradicare il problema o vogliono solo alzare polveroni che poi una folata di vento porterà via?</p>
<p>Sicuramente gli interessi in gioco, nel mercato dei clandestini sono troppo alti per sgominarli, fa comodo a molti questo mercato.</p>
<p>Come schiavi, lavorano sfruttati; ed ho orrore nel sentire dalla voce di giovanissimi italiani che " loro ci rubano il lavoro"</p>
<p>No caro amico, tu non accetteresti mai di zappare la terra ai loro costi!</p>
<p>Non è colpa loro se nelle campagne siciliane o campane non ci sono i controlli dello stato sul lavoro nero.</p>
<p>Quel lavoro che riempie le tasche solo di chi sfrutta e non di chi è sfruttato.</p>
<p>E la politica che aizza contro questa povera gente è la stessa che protegge gli sfruttatori, non facendo applicare le regole, che già esistono.</p>
<p>Non discutiamo in Parlamento di modificare o approvare una nuova legge, discutiamo invece di farla applicare.</p>
<p>Io non ho paura di chi intraprende un viaggio per lavorare onestamente accettando un lavoro che forse proprio perchè duro non viene svolto dagli italiani.</p>
<p>Ho paura anchi'io, ma di quell' "uomo" che spara, delinque, sfrutta, bianco o nero che sia, che sporca la legalità infangandola, per i suoi luridi interessi.</p>
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